puntatore Alpinismo Giovanile




Home >> Alpinismo Giovanile >> Pionieri dell'AG

ALPINISMO GIOVANILE

Pionieri dell'Alpinismo Giovanile


Ho conosciuto Guido Sala il 25 novembre 1984 al Convegno AG di Valenza Po (AL). Sono arrivato a Valenza dopo un viaggio solitario in treno e dalla stazione ho poi raggiunto il luogo dell'incontro con una lunga camminata, oppresso dalla nebbia autunnale. Dal comportamento di Sala ho potuto da subito apprezzarne la bonomia e la qualità di pater familias che traspariva. Erano tempi di proselitismo, tempi in cui chi si assumeva l'incarico di diffondere il verbo dell'AG, doveva più volte ripetere le stesse cose perché cambiava od in parte si rinnovava l'uditorio ad ogni incontro. A Valenza toccò a me, fresco degli insegnamenti del primo Corso di formazione AAG del Convegno LPV, chiedere notizie sulla copertura assicurativa degli Accompagnatori e da lui ricevere, con comprensione e benevolenza, la risposta chissà quante volte già ad altri data.

Da tutti coloro che ci sono stati maestri abbiamo attinto insegnamenti che ci hanno permesso di perfezionare la nostra preparazione e la nostra didattica, migliorare il nostro comportamento e sovente hanno altresì modificato alcune nostre valutazioni.

Guido Sala, padre Giovanni Gallino e Luigi Gino Geninatti sono stati coloro che, tra i miei primi maestri, hanno maggiormente influenzato il mio operare nell'Alpinismo giovanile.

Del mellifluo Gino ho apprezzato l'acutezza, la caparbietà e la solarità, ma non è opportuno che mi dilunghi su di lui perché è ancora solidamente collocato al timone di un comando.

Con padre Gallino ho condiviso gli sforzi per convincere la Commissione AG LPV a dare, tra gli argomenti dei Corsi di formazione AAG, un'importanza maggiore all'insegnamento della psicologia dell'età evolutiva e della conoscenza delle dinamiche del gruppo. Il paragone semplice che padre Gallino faceva e che io sovente ripeto, riguarda le indispensabili conoscenze che il falegname deve possedere a riguardo dei vari tipi di legno se vuole modellare al meglio le sue opere o realizzare oggetti artigianali di valore.

Guido Sala, con cui mi sono tenuto in contatto epistolare seppur saltuariamente sino al maggio 1995, lo cito tutte le volte che illustro il Progetto Educativo del CAI. Sviluppando il tema Accompagnatore, dapprima sottolineo l'estrema importanza che riveste l'affiatamento del gruppo degli accompagnatori nella realtà sezionale se si vuole essere sicuri di ottenere ottimi risultati, rimarco quindi come la diversità tra gli accompagnatori sia ricchezza, da ricercare e da valorizzare in quanto la capacità di trasmettere affetto, per fare un esempio, è una qualità che sta alla pari dell'abilità tecnica: entrambe sono necessarie per perseguire l'obiettivo primario del Progetto Educativo che è la crescita del giovane sino alla sua completa autonomia come uomo e come alpinista. Ricordo, usando parole mie, un insegnamento di Sala appreso proprio a Valenza Po: "Il gruppo degli accompagnatori sezionali deve essere come il mazzo di chiavi del meccanico: come ciascuna chiave è adatta ad un particolare bullone, ogni accompagnatore è più adatto di un altro in una determinata situazione, un certo problema, un particolare giovane. Se avere tante chiavi agevola il lavoro del meccanico, avere tanti accompagnatori con conoscenze, capacità, abilità diverse, costituisce una ricchezza per il Gruppo di AG".

Piero Bordo, Anag
Sezione di Bolzaneto (GE)

Pubblicato, con tagli, su Lo Scarpone di ottobre 2007 pagine 38 e 39 con il titolo “Un maestro”.

pagina aggiornata il 05/11/2007
top

CAI - Genova Bolzaneto - Via C. Reta 16 R - tel e fax:010/7406104
PI-CF 93013630103
Per Contattarci
____________________________
Sito powered by Carlo Gozzi©2006
Valid HTML 4.01 Transitional

Valid CSS!