La montagna si trova ai confini meridionali del Parco delle Alpi Apuane, a meno di nove chilometri dalle spiagge della Versilia. Grazie alla sua favorevole posizione è un eccezionale balcone panoramico sulle Alpi Apuane e sull'immensa distesa del mare, da cui emergono le isole Elba, Gorgona, Corsica e Capraia. Quando l'aria è tersa, la vista corre lungo l'arco ligure sino alle Alpi Marittime. Quando invece la foschia obnubila l'orizzonte, cielo e mare si uniscono in un connubio che ci avvicina l'universo ed allora, come dice il poeta, ci si nutre d'immenso.
Sono salito al Monte Gàbberi il 29 gennaio 1995 assieme a mia moglie Franca ed agli amici Ginetta ed Emanuele La Mantia, approfittando della gita organizzata dal Cai di Viareggio, diretta dall'AAG Roberto Natalini.
Raggiunto in auto La Culla, 451 m, piccolo agglomerato di case abbarbicato sul pendio, abbiamo risalito la costiera di Sud Ovest della montagna seguendo un itinerario da poco aperto dalla loro Commissione Sentieri, oggi contrassegnato con il n 107. Abbiamo avuto il grande piacere di essere accompagnati dal Presidente del Cai di Viareggio Gian Carlo Cerri, sosia del nostro Nicolino Campora, com'ebbi modo di riferirgli.
Il percorso si sviluppa in un ambiente che evoca il finalese. Ricordo fioriture di delicati ellebori e di inaspettati ciclamini, maestosi cipressi davanti a ruderi, ed inoltre vaschette scavate nella pietra e pozzi di raccolta d'acqua piovana, vere opere d'arte rurale minore, ma a distanza di tempo non saprei collocarli spazialmente.
L'itinerario transita da Case Lecci, 604 m, dalla Foce dell'Arsiccio, dove confluiscono altri sentieri tra cui uno proveniente da Sant'Anna. Si sale quindi per gradonate scolpite aggirando due torrioni calcarei torniti da Eolo e transitando presso un riparo sotto roccia. Superato lo storico passaggio delle Piastre, che consente di valicare la bastionata, si giunge ad una stupenda mensola belvedere incisa. E' il Ripiano dei Pennati, così chiamato per le numerose figure scolpite nella roccia, in prevalenza attrezzi adunchi usati dai contadini: i nostri penacchi.
Raggiunta la vetta abbiamo avuto, guardando verso Nord, l'apparizione himalayana delle Panie, sbucanti da un mare di nuvole che, diradandosi un poco, ci hanno poi permesso di ammirare i Monti Forato, Procinto, Matanna, ma nascosto altre vette, e ci hanno offerto la mendace visione d'immani valanghe: i ravaneti.
Per un sentiero che si sviluppa lungo la costiera settentrionale, siamo scesi dapprima al valico delle Focette, 873 m, quindi a Case Sénnari 720 m, alla Vaccareccia ed infine a Sant'Anna di Stazzema 650 m. Dopo aver visitato il paese ed il Museo Storico della Resistenza, siamo saliti sulla collinetta dove è stato eretto nel 1948 l'imponente Monumento-Ossario, costituito da una torre in pietra a vista alta 12 metri, il cui basamento raccoglie i resti delle vittime della strage avvenuta il 12 agosto 1944.
Mentre noi commossi sostavamo in preghiera di fronte alla lapide recante i nomi dei trucidati di cui fu possibile l'identificazione, a Genova, alla stessa ora, si stava compiendo un'altra barbarie ai danni di Vincenzo Claudio Spagnolo, tifoso genoano.
La sera, rientrando a casa, dall'autostrada ancora si vedeva alzarsi in cielo, dal piazzale di Marassi, una nera inquietante colonna di fumo.
Bibliografia
- E. Montagna, A. Nerli, A. Sabbadini - Alpi Apuane - Guida dei Monti d'Italia - CAI-TCI 1979
- R.G.C. "Un sentiero per il Gàbberi" - Pietrapana, Notiziario del CAI Viareggio - marzo 1994
- S. Anna di Stazzema - Centro regionale della resistenza - Museo storico della resistenza - Monumento ossario - Pubblicazione a cura del Comune di Stazzema, del Comitato per le onoranze ai martiri di S. Anna di Stazzema e della Regione Toscana
- G. P. Lorenzoni - Bollettino delle Poste italiane n 29/2002, per l'emissione di un francobollo commemorativo per l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema - 17-8-2002.950314 - Il Pizzo delle Saette 1720 m e la Pania della Croce 1859 m da Sud. Visibile il Canale dei Carrubi.