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I "3000" delle Marittime
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3 Giugno 2001 - Con F.Montaldo in vetta al M.Clapier
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Testo e foto di LUIGI CARBONE
Collezionismo di vette. Se ne sente parlare quasi sempre con intonazione negativa, come di uno stimolo non del tutto degno per alpinisti ed escursionisti: correre in giro per l’arco alpino, con il solo scopo di metter piede su quante più vette possi bile, trascurando la contemplazione, il piacere di salire un itinerario di per sé appagante, la ricerca di cime realmente significative. Visto così, non si può che sottoscrivere: vade retro, Satana! D’altro canto, credo che l’aspirazione a collezionare monti ed un pizzico di spirito competitivo, in gran parte nei confronti di noi stessi, contribuiscano a farci battere con assiduità ancora maggiore i sentieri di montagna, a permetterci la scoperta di incantevoli zone poco conosciute e a dare un gusto del tutto particolare al coronamento di una gita. Quindi, a mio parere, disco verde al collezionismo, sempre che questo non si impossessi di noi e non ci porti a grotteschi eccessi: “L’Eiger? No, non posso. Sai, non raggiunge i 4000 metri” “Sul Corno Stella ci sono già stato. Perché non saliamo la Testa Rognosa della Guercia?” “Sì, il trekking in Corsica è bello, ma se non si sale su almeno tre vette sopra i 2000 metri non vengo.”
Io ho sempre portato dentro di me lo spirito del collezionista, molto prima di andare in montagna con regolarità. Da bambino erano le “grette” o le figurine, adesso, chi mi conosce lo sa bene, soprattutto monti e rifugi. Cerco di tenere a freno questo tarlo, temperandolo con una profonda passione per l’ambiente naturale e un genuino entusiasmo per l’attività alpina. Mi piace però, a volte, cedere alle tentazioni: in fondo si tratta di un gioco veramente divertente. Ecco che allora escogito una nuova collezione da completare, cercando qualcosa di caratteristico, di complicato ma realizzabile, per non macerarmi nella frustrazione. La fase progettuale è già di per sé assai stimolante, e si compone di attività che mi piacciono molto: studio di carte e guide, lavoro di fantasia ed impietosa valutazione dei propri mezzi. Tempo fa mi ero dedicato ai rifugi delle Alpi Marittime (ce ne vuole di fantasia) ed avevo accantonato quasi subito l’idea di puntare al “Club 4000”. A quell’epoca era necessario aver salito almeno 50 degli 82 monti oltre i 4000 metri delle Alpi. Ora il limite è stato abbassato a 30 e ci sto ripensando. Infine, quando Giulio ha ideato il nostrano Club delle 5 vette, che raggruppa i soci salitori di Cervino, Monte Bianco, Dente del Gigante, Corno Stella e Monviso, ho trovato nuovo slancio per tentare un’ennesima volta il Monte Bianco ed essere così ammesso nella schiera degli eletti. Nell’anno 2000 mi è venuto, non so come, questo dubbio: quante sono le vette di almeno 3000 metri delle Alpi Marittime? Ne avevo già salite parecchie e cominciava a palesarsi un nuovo balocco Considerando solo le cime autonome e dotate di itinerari di salita propri, ed escludendo così, ad esempio, la Cima Asquasciati, anticima del Clapier, ne ho dapprima contate ventiquattro, diventate poi venticinque perché mi era diabolicamente sfuggita la misconosciuta Rocca di Valmiana. Ho volutamente trascurato la ricerca sulle cime troppo all’interno della Francia (mi pare ce ne siano almeno un paio, nei pressi di Barcelonnette, tra cui il Mont Pélat, di 3053 metri), concentrandomi su quelle, italiane o francesi, censite nella Guida dei Monti d’Italia. Mi è subito apparsa una collezione attraente, abbastanza logica, legata a zone che amo molto e, soprattutto, a portata di mano.
All’epoca me ne mancavano undici e, nelle estati successive, come una serpe ho dirottato i miei compagni di gita verso le vette mancanti. Allego in coda l’elenco dei 25 monti in ordine geografico, corredato dai dati delle mie salite, ripetizioni comprese. Mi piace però soffermarmi su alcune di queste, a me particolarmente care o un po’ buffe.
10 Giugno 1984 - Cima Paganini L’inconsapevole inizio della mia collezione. Si trattava dell’uscita finale del 2° Corso di Alpinismo, al Rifugio Remondino. Senza capire bene dove fossi, seguii l’istruttore di turno, il gagliardo Bruno Lanza, su per lo sperone ovest della Cima Paganini. Della salita ricordo poco, solo l’assoluta mancanza di chiodi sulla via e la bella vista su Nasta ed Argentera. Un flash dolce e amaro: il sabato sera giunsero al rifugio, trafelati ma felici, Marco Delfino e Gabriele Boccardo, di ritorno dallo spigolo Castiglioni alla Torre Castello. Furono accolti come eroi, in particolare da Mauro Felicelli. Marco per me è stato un vero amico e un maestro di alpinismo: disponibile, fortissimo e inarrivabile.
19 Giugno 1988 - Cima della Maledia Poco dopo la laurea, Luciana ed io, all’epoca fidanzati, pensammo di rilassarci un po’ in montagna. Facendo base a Valdieri compiemmo alcune gite. La prima fu la salita del canalone di Lourousa (scendendo poi dal Colletto Coolidge) e ci sfiancò. Per fare qualcosa di più leggero ci trascinammo, muniti di viveri, al Rifugio Federici da dove, dopo due giorni di bufera, potemmo salire la Maledia per il classico canalino, con neve fresca fino alle anche. Se non mi ha mollato allora…
8 Luglio 1990 - Corno Stella Da un po’ di tempo progettavo la salita della più difficile e prestigiosa vetta delle Marittime. La reputavo ai limiti delle mie capacità del momento, per cui il fatto di riuscirci, con Luciana e mio fratello Andrea, al primo tentativo e piuttosto facilmente mi diede una particolare soddisfazione. Per salire sulle cenge ci fidammo delle indicazioni di altri alpinisti, sedicenti esperti, e ci trovammo di fronte a strapiombi raccapriccianti. Ritrovata autonomamente la giusta via, la seguimmo senza intoppi fino in vetta. Dieci anni dopo, con Andrea Frosini e Giovanni Rocca (due compagni assai … tonici), salii il recente e un po’ insipido “Pilastro di Oscar” seguito dall’adrenalinica, stupenda Campia.
23 Giugno 1991 - Cima Purtscheller, Cima Genova, Cima Sud dell’Argentera Ancora con Luciana, al secondo tentativo riuscimmo a completare la lunga cavalcata sulla cresta Sigismondi. Il tratto un po’ esposto prima di Cima Genova mise a dura prova il suo sistema nervoso: non era ancora molto abituata alle situazioni aeree. Anche la discesa, molto meno attrezzata di adesso, riservò qualche piccolo brivido a causa di alcune compatte placche nevose. La piccozza, va da sé, riposava in macchina. Anche le altre due visite al “tetto delle Marittime”, entrambe in ottima compagnia, mi sono restate nel cuore: una compiuta lungo l’entusiasmante e tanto agognato sperone Campia e l’altra effettuata in traversata dopo la misteriosa e antica via della vena di quarzo alla Cima Nord.

31 Luglio 1993 - Luciana sullo spigolo Vernet alla Cima di Nasta
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31 Luglio 1993 - Cima di Nasta Dopo il Corno, mi ero posto come obiettivo lo spigolo Vernet, una grande classica di IV grado. Il percorso dalla via, specie se individuato dal Rifugio Remondino, stupisce per eleganza di linee ed arditezza di concezione. Non nascondo che mi aveva sempre intimorito. Anche in questo caso, la sorpresa fu positiva, perché scalammo lo spigolo senza troppi patemi, con piacere e dando una mano ad una cordata di compagni occasionali.
13 Giugno 1999 - Cima di Brocan Il mio atletico amico Andrea Frosini voleva compiere un’ascensione in montagna. Accompagnati dalle rispettive famiglie, pernottammo al Rifugio Genova. Il giorno successivo, avendo io cieca fiducia nei suoi mezzi, salimmo il breve ma divertente canale sud est, interrotto a metà da un antipatico salto di rocce che mi obbligò a piantare un chiodo. Per essere la prima volta che calzava i ramponi, niente male!
3 Giugno 2001 - Monte Clapier Salito già con l’idea di completare la collezione. Quale più ghiotta occasione di un’uscita del Gruppo Gritte al Rifugio Federici? L’amico traviato fu Francesco Montaldo, obbligato, o quasi, a trascurare il canalino della Maledia per salire con me il Clapier. I pendii nevosi in ottime condizioni e la vista superba spero lo abbiano compensato almeno un po’.
15 Agosto 2001 - Le quattro vette del Monte Matto Sempre sull’onda dell’entusiasmo per la nuova collezione, arruolai Luciana per questa spossante impresa. Studiando le relazioni avevo capito che la traversata completa per cresta sarebbe stata troppo lunga, in particolare a causa del tratto, di roccia pessima e con grandi saliscendi, tra Cima Bobba e Cima Centrale. Architettai quindi di salire dal Passo Chiabrera le cime gemelle Bobba e Verani, ridiscendere alla base delle rocce, traversare lungamente in quota per pietraia fin sotto l’altra coppia di cime Centrale ed Est, salirle in sequenza e tornare al rifugio sulla via normale. L’operazione andò in porto, ma i miei menischi mi rimproverano ancora oggi, anche perché, in discesa, dovemmo forzare l’andatura per recuperare prima di notte nostra figlia, affidata a parenti compiacenti.
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26 Settembre 2004 - Punta del Gelas di Lourousa: fine della "collezione"
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2 Giugno 2004 - Rocca di Valmiana Ero ormai vicino al traguardo. Tra le cinque cime mancanti solo due mi attraevano realmente: il Monte Stella e la Punta Gelas di Lourousa, che progettavo di salire in traversata per la cresta est. Le rimanenti tre (Valmiana, Bastione e Forchetta) mi sembravano invece poco significative, inutilmente faticose. Dopo qualche timido tentativo di arruolamento compagni, capii che non potevo coinvolgere a tutti i costi altri nel cocciuto completamento della mia collezione. Date le difficoltà sulla carta contenute delle tre salite, decisi allora di provare da solo, cominciando dall’isolata Rocca di Valmiana. Alla prova dei fatti, la salita congiunta di Bastione e Forchetta si rivelò, per diversi motivi, non del tutto gradevole, mentre Valmiana mi regalò una bella ascensione: dal Pian del Valasco inizia un’antica strada di caccia reale che, ancora in buono stato, si inerpica in un vallone selvaggio, pieno di animali e molto panoramico. Effettuai la salita ad inizio stagione e potei apprezzare la sapienza del tracciato che, pur risalendo una valle colma di neve, riesce a sfruttare i pendii meglio esposti, permettendo di salire oltre i 2500 metri all’asciutto. Anche la neve dell’ultimo valloncello e le facili roccette finali non mi dispiacquero. Una lunga gita consigliabile.
26 Settembre 2004 - Monte Stella, Punta del Gelas di Lourousa Volevo completare la collezione entro il 2004, anche per festeggiare degnamente il mio ventennale di attività da ... alpinista medio. Nonostante la stagione volgesse al termine, i rifugi fossero ormai chiusi e un po’ di neve imbiancasse le cime, mio fratello Andrea ed io salimmo impavidi al Bivacco del Baus, dove la notte fu assai fresca, mitigata solo dalla compagnia di giovani stambecchi e da un bellissimo panorama illuminato dalla luna. Il mattino successivo, consigliati dalla temperatura veramente rigida e dal forte vento, abbandonammo il progetto di portarci sulla cresta est del Monte Stella, optando per la salita al Colletto Coolidge, da cui scalammo le brevi creste delle due vette. Solo più tardi, raggiunta una cengia riparata, potemmo festeggiare con un brindisi da tempo progettato e rilassarci, rimandando, ma forse solo di qualche giorno, l’ideazione della prossima raccolta da portare a termine.
In ultimo, un appello: se qualcuno, consultando cartine o guide, verificasse che ho dimenticato alcune vette rientranti nei miei criteri, mi raccomando, non me lo dica!
| Cima |
Quota |
Data |
Via di salita |
Compagni |
| Monte Clapier |
3045 |
03-giu-01 |
(PD-) |
F. Montaldo |
| Cima della Maledia |
3061 |
19-giu-88 |
canalino del Muraion (PD) |
L. Venezia |
| Cima Chafrion |
3070 |
16-ago-92 |
traversata degli Italiani (PD+) |
A. Carbone e L. Venezia |
| Balcone del Gelas |
3085 |
16-ago-92 |
traversata degli Italiani |
A. Carbone e L. Venezia |
| Monte Gelas |
3143 |
16-ago-92 |
traversata degli Italiani |
A. Carbone e L. Venezia |
| Cima di Brocan |
3054 |
13-giu-99 |
canale SE (PD+) |
A. Frosini |
| il Bastione |
3047 |
15-ago-04 |
(PD) |
da solo |
| il Baus |
3067 |
21-giu-92 |
(F+) |
due allievi del I Corso EE |
| Cima della Forchetta |
3016 |
15-ago-04 |
(F) |
da solo |
| Cima di Nasta |
3108 |
31-lug-93 |
spigolo O, via Vernet (D-) |
L. Venezia |
| Cima Paganini |
3051 |
10-giu-84 |
sperone O (AD+) |
B. Lanza (II Corso Alpinismo) |
| Cima Genova |
3122 |
23-giu-91 |
cresta Sigismondi (AD) |
L. Venezia |
| Cima Purtscheller |
3040 |
23-giu-91 |
cresta Sigismondi |
L. Venezia |
| Cima Sud dell’Argentera |
3297 |
23-giu-91 |
cresta Sigismondi |
L. Venezia |
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14-ago-99 |
parete O, sperone Campia (D) |
R. Fabbri, G. Gamberoni e A. Pavan |
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28-ago-00 |
cresta N (AD-) |
A. Carbone |
| Cima Nord dell’Argentera |
3286 |
28-ago-00 |
via della vena di quarzo (AD+) |
A. Carbone |
| Punta del Gelas di Lourousa |
3261 |
26-set-04 |
(PD) |
A. Carbone |
| Monte Stella |
3262 |
26-set-04 |
(PD-) |
A. Carbone |
| Corno Stella |
3050 |
08-lug-90 |
parete SO, via De Cessole (D-) |
A. Carbone e L. Venezia |
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02-lug-00 |
parete SO, via pilastro di Oscar + Campia (TD-) |
A. Frosini e G. Rocca |
| Rocca di Valmiana |
3006 |
02-giu-04 |
(F+) |
da solo |
| Cima Verani (Monte Matto) |
3020 |
15-ago-01 |
(PD) |
L. Venezia |
| Cima Bobba (Monte Matto) |
3079 |
15-ago-01 |
parete O (PD-) |
L. Venezia |
| Cima Cent.le del Monte Matto |
3097 |
15-ago-01 |
cresta NE (PD+) |
L. Venezia |
| Cima E del Monte Matto |
3088 |
15-ago-01 |
(EE) |
L. Venezia |
| Cima del Corborant |
3010 |
24-mag-98 |
canale NE (PD-) |
due allievi del VII Corso EE |
| Monte Tenibres |
3031 |
08-giu-02 |
versante N, canale di destra (F+) |
L. Venezia |
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