Mi sembra necessario, dopo 6 anni di “reggenza” fare un breve resoconto del lavoro compiuto, del cammino percorso assieme, dei problemi affrontati e di quelli da affrontare, e un’analisi del contributo personale, positivo o meno. Sarò però indulgente con me stesso anche per non incolparvi della mia elezione.... Se nei primi anni il mio impegno è stato altissimo, quasi stressante come qualcuno ha notato, in seguito - per motivi personali - è scemato, spero a benefizio di tutti.... Ripeterò ancora una volta che accettai la candidatura per un senso, forse mal riposto, del dovere: rappresentare un trait d’union che era mancato - tra la “mitica” Sottosezione di Bolzaneto degli anni ‘50-’70 e la più recente, all’interno della quale una serie di attività ed iniziative che sembrano nascere dal nulla ogni giorno, hanno portato ad essere la più numerosa Sottosezione del Club Alpino e una tra le più conosciute. Questi valori e capacità, antichi e nuovi hanno permesso un cammino costante al quale non ho aggiunto granché. Il mio lavoro è andato concentrandosi su due problemi: 1) un riaggancio formale e sostanziale con la Sezione Ligure e le altre Sottosezioni, favorito dall’elezione a Presidente degli amici Dino Romano prima e Gino Dellacasa dopo; 2) il passaggio a Sezione per completare un percorso iniziato circa dieci anni addietro da Giuseppe Valeri a seguito di eventi arcinoti. Riallacciare i legami è stato più facile per me che per altri, ma questo ho ritenuto necessario. Forse perché avvertii - opinione certo personale - che nel realizzare quell’intensa attività appena ricordata, si era allentato idealmente e sentimentalmente il senso d’ap-partenenza al Club Alpino. Qualcuno potrà chiedersi se l’attuale CAI merita e suscita questi sentimenti. Quello che conoscevamo li meritava. Dell’attuale, del torrentismo e della mountain-bike... se ne potrebbe discutere! Come si dice, i tempi sono cambiati. Credo che tutto abbia funzionato in modo ottimale, indipendentemente dalla mia presenza, a testimonianza della piena efficienza dell’organizzazione, del lavoro, dell’entusiasmo di tutte le Commissioni e dei Gruppi e della sostanziale collegialità delle decisioni adottate in Consiglio Direttivo dove abbiamo avuto anche divergenze d’opinione... animate, che forse hanno rinsaldato i legami. Le modifiche statutarie e la conseguente possibilità di passaggio a Sezione, ambizione e richiesta che esulava come ho sempre evidenziato in tutte le occasioni ufficiali dai rapporti con la Sezione - argomento solo in parte recepito - devono essere valutate come un evento eccezionale, di portata storica per tutto il Club Alpino Italiano. Non solo per noi. Il lavoro personale “spero” abbia rimosso certi ostacoli. I consigli sapienti di Piero Bordo ci hanno aiutato a navigare evitando gli scogli sommersi. Se all’inizio, nelle Assemblee solo pochi Delegati sembravano comprendere ed approvare quanto andavamo proponendo, dopo qualche tempo abbiamo ottenuto approvazioni generali ed espliciti interventi a favore che hanno anticipato le prime proposte ufficiali di modifica. Riandando con la memoria a quelle riunioni ricordo con piacere il caloroso consenso che andava concretizzandosi e quindi anche a tutti quei Delegati deve andare il nostro ringraziamento. Il più sentito, non per l’attuale posizione ma per l’aper-tura dimostrata aldilà dell’amicizia, al Presidente Generale Annibale Salsa che ha sempre appoggiato e sostenuto le modifiche ancor prima di assumere il massimo incarico. E poi all’amico Sergio Gaioni Presidente della Sezione di Verres che veramente per primo è andato promuovendo ufficialmente e... nei corridoi il nostro passaggio a Sezione. In seguito molti altri hanno condiviso le proposte o tolto i veti. Per ultimo, non certo per importanza, voglio ricordare l’assenso della Sezione Ligure che non ha subìto questo cambiamento istituzionale ma lo ha condiviso sia votando a favore in sede di Assemblea Generale sia promuovendolo per voce di Dino Romano all’Assemblea LPV di Varallo Sesia nel 2001. Cosa ci aspetta: un duro lavoro non limitato nel tempo. Un impegno che dovremo condividere con il massimo numero di collaboratori, cercandoli, promettendo loro “pubblici ringraziamenti e vigorose pacche sulle spalle”. Soprattutto perché ogni attività si va facendo burocraticamente più difficile. E permettetemi di esemplificare quello che sta succedendo attorno al nostro ultracentenario CAI: come Associazione ONLUS viene indagato per verificare che non sia un’associazione di comodo costituita per ottenere finanziamenti illeciti; nei rifugi deve essere esposto l’orario di apertura e di chiusura: se arrivate oltre l’orario indicato da una salita, stanchi o peggio, potrebbe essere vana la vostra richiesta di... rifugio! Sempre che il custode non voglia rischiare una multa. Pensiamo al nostro orticello senza drammatizzare. Sarà difficile come sempre trovare volontari e non è detto che non si debba superare il volontariato ed affidarci a forme professionali per certe funzioni. Magari unendo le forze nei raggruppamenti di Sezioni di cui abbiamo già molti esempi attivi. Contemporaneamente potrebbe affacciarsi il problema della Sede, già più volte paventato. Stiamo cercando tutte le strade per sapere cosa e quando succederà per non essere sorpresi. La nostra identità è anche legata alla tipologia e all’accoglienza della nostra Sede, per quanto priva di sfarzo e lustrini. Dovessi ringraziare tutti coloro che hanno collaborato in uno dei cento modi possibili ed illustrare i meriti e le opere di Commissioni e Gruppi occuperei l’intero Annuario. La redazione ha i suoi problemi di spazio. Avremo modo di presentare e ringraziare collegialmente tutti per le iniziative e i risultati ottenuti in una sede più ampia. Un ringraziamento anticipato deve andare anche a tutti quegli Enti Pubblici che ci sono stati vicini, e agli sponsor piccoli o grandi che, aiutandoci, si sono sentiti coinvolti. A tutti questi diamo appuntamento alla cerimonia di... “investitura”. Un’apposita Commissione si occuperà di tutto il lavoro burocratico necessario e dell’organizzazione dell’evento.
Buona Se...zione a tutti.