L’erta salita che porta alla sommità del vallone sembra non finire mai. Ora si fa più aspra e direi anche rischiosa per la presenza di chiazze di neve instabile. Il sentiero tortuoso e coperto da sassi, improvvisamente cessa di esistere, lasciando il posto ad un pendio di detriti.
La barriera di pietre sminuzzate, confinante nell’azzurro del cielo, che da oltre un’ora sta davanti ai miei occhi, finalmente sta per svanire. Questa lunga fatica, però, porta con sé una gradita ed inaspettata ricompensa.
Quando i miei passi calcano il solido suolo del colle, appare dinnanzi a me un mare di onde pietrificate, sovrastate maestosamente da una montagna di singolare profilo.
Aiutato dalla straordinaria capacità della visione umana di cogliere in un baleno l’insieme, da tanti minuti particolari, mi accorgo d’esser di fronte ad un fenomeno unico. Non è un’illusione ottica: nella montagna è veramente “scolpito” il profilo del viso di un uomo disteso supino!
A sinistra il “mento”, collegato verticalmente alla “gola”; seguito dalle “labbra” chiuse; più alto, la punta del “naso” degrada verso gli “occhi” puntati al cielo. La “fronte” sembra raccordata armonicamente a qualcosa che la fantasia fa assomogliare ad una corona piumata, come quella di un Capo Navajo.
Attonito a questa vista resto fermo seduto per lungo tempo e fra i tonti pensieri che corrono per la mente, uno insiste imperioso: quali grandiosi eventi sono stati gli artefici di siffatta “scultura”?
Questa bella avventura capita di vivere a chiunque salga per il Vallone di San Giovanni, sopra Limone Piemonte, per guadagnare il Colle della Perla, in vista alla Punta Marguareis.
Le vicende geologiche ed evolutive del Marguareis sono note e sono state ampiamente descritte su numerose pubblicazioni specialistiche e divulgative. Sono esse in grado di soddisfare i quesiti posti dalla domanda avanzata sopra.
Dopo i ben noti innalzamenti orogenetici che hanno generato la dorsale che tocca tutti i principali rilievi delle Alpi Liguri, il Marguareis ha assunto una struttura a “piega” con curvatura superiore rivolta verso nord, a precipizio sul Vallone del Marguareis; e con lunga discesa verso sud rappresentata dalla Costa Marguareis.
Tale assetto, sul versante nord, ha determinato l’instaurarsi di intense manifestazioni erosive dovute alle glaciazioni quaternarie, che hanno arginato pendii molto più ripidi fino a raggiungere la condizione di strapiombi (parte verticale del “naso”, della “bocca”, del “mento” del profilo umano).
Invece sul versante sud, la maggior resistenza opposta dalla superficie degli strati, ha determinato una più ridotta azione glaciale, mentre il fenomeno carsico ha annullato l’azione erosiva dell’idrografia superficiale, sostituita da una complessa idrografia sotterranea. Ciò ha prodotto una sorta di fossilizzazione dell’antico rilievo (parte inclinata del “naso”, gli “occhi” e la “fronte” del profilo umano). Sembra così spiegabile l’originale profilo del monte più alto delle Alpi Liguri, visto da occidente. Profilo umano, generato non da uomini, ma dalle forze della natura.
Non per questo è assente la vita.
Sulla cima: non un albero, non un arbusto, non cespi vistosi di flora, neppure generazioni di erbe abitano i suoli battuti dal vento.
Vivono invece minuscole piante annidate nelle fessure delle pareti rocciose o galleggianti sulle più aspre pietraie: Stelle alpine, Astri, Tlaspidi, Sassifraghe, Primule, Artemisie, Driadi, Garofani, Campanule.
Chi ama la montagna non può non sostare, quasi con commozione, vedendo allinearsi o raggrupparsi questo verdeggiare e fiorire di germogli, intensamente colorati, tenui e delicati che quasi si teme di toccarli con mano. Tanta bellezza esiste perché questi viventi resistono a microclimi severissimi e sopravvivono su suoli poverissimi, con adattamenti che hanno, direi quasi, dell’eroico.
Quando dalla cima man mano discendiamo, le rupi e le pietraie son sempre meno inospitali, favorendo altre specie altrettanto belle, più numerose, più evidenti.
Più in basso al grigio chiaro alternato a punti cromatici si sostituisce il tenue verde del pascolo alpino e nuova vita si aggiunge.