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"Da cinquant'anni ... A fil di terra !"
di Andrea Cavallo
Il 2006 è stata un'annata particolarmente importante per il nostro gruppo speleologico: quella dei 50 anni dalla fondazione.
Per festeggiare la ricorrenza, nel corso dell'anno si sono svolti diversi eventi. E' stato organizzato il VI Convegno Speleologico Ligure, tenutosi a Campomorone il 23 e 24 Settembre, ed è stata conclusa in Ottobre una apprezzata 1a Rassegna cinematografica del Film speleologico "A fil di terra". Al Convegno hanno partecipato oltre 250 persone.
I lavori si sono svolti nell'arco di due giornate, la prima delle quali è stata dedicata interamente alla storia del gruppo, che nello svolgere dell'ultimo mezzo secolo ha rappresentato uno dei poli principali dell'attività speleologica dell'intera regione. Ricalcando la nostra storia insieme ai protagonisti (erano presenti anche tre dei quattro Soci fondatori) abbiamo ripercorso l'evoluzione della speleologia in Liguria. Non è stata una mera discussione d'accademia: la presenza entusiasta di tantissimi speleologi che si sono avvicendati in questi 50 anni, alcuni anche solo frequentando il corso di speleologia e poco più, ci ha consentito - come avevamo sperato organizzandola - di vivere davvero "una giornata particolare". Come spesso accade in un "convivio" di speleologi, lasciando libero sfogo alle voci e diluendo il tutto con bicchieri di buon vino, non c'è stata traccia di autocelebrazionima soltanto un lungo scorrere di aneddoti, storie, racconti, vecchie diapositive e ricordi mai sbiaditi delle avventure vissute: dai soci fondatori che raggiungevano il finalese in treno e con attrezzatura autocostruita, fino ai protagonisti di esplorazioni extraeuropee, come quella che ha permesso di documentare la "Grotta dei Cristalli" in Messico, passando per le esplorazioni in Liguria, sul Marguareis, sulle Apuane.

Prima giornata del VI Convegno Speleologico Ligure nella Sala Consiliare di Campomorone.
La seconda giornata del Convegno è stata dedicata alla presentazione delle attività svolte dai Gruppi liguri negli ultimi 6 anni, l'intervallo di tempo trascorso dal precedente Convegno, svoltosi a Toirano nel 2000. Le presentazioni, tutte davvero diottimo livello, sono state seguite da oltre un centinaio di speleologi. Erano presenti i rappresentanti di tutti i gruppi liguri, a testimonianza di quanto sia utile una giornata di confronto tra chi frequenta, osserva, esplora e documenta il mondo sotterraneo. Ai lavori ha partecipato anche il dott. Flavio Poggi della Regione Liguria, che rappresenta il riferimento "istituzionale" per i gruppi speleologici che costituiscono la Delegazione Speleologica Ligure (DSL), ossia la Federazione regionale dei gruppi speleo. La Liguria infatti ha una Legge Regionale (la LR 14/90) che sancisce la salvaguardia delle aree carsiche e ne promuove lo sviluppo delle conoscenze. L'attività degli speleologi in questo campo è fondamentale, ed infatti la DSL opera nel tentativo - non sempre semplice - di raccordare i gruppi affinché le loro attività di documentazione, esplorazione o rilievo, siano il più possibile coordinate. A breve, grazie al volontaristico lavoro di un manipolo di persone, dovrebbero essere pubblicati gli Atti del Convegno, che senz'altro avranno un posto ben in evidenza nella biblioteca del CAI.

Matteo Rivadossi con Claudia Iacopozzi, Presidente del Gruppo Speleologico
(foto Marco Repetto).
Nel mese di Ottobre si è invece svolta la prima Rassegna cinematografica di film dedicati al mondo sotterraneo. La manifestazione, denominata "A Fil di Terra", è nata come gemello sotterraneo dell'ormai consolidato appuntamento con le serate di "A Fil di Cielo", ben note agli appassionati genovesi della montagna, ed ha portato a Genova il gotha della speleologia italiana per presentare immagini, documentari e film a testimonianza delle loro imprese. La rassegna speleologica, come abitualmente quella alpinistica, è stata ospitata dal Cinema Ritz di Piazza Leopardi, e si è svolta su tre serate. Il primo appuntamento, il 9 ottobre, ha condotto il numeroso pubblico nella grotta più profonda attualmente conosciuta al mondo: la grotta Krubera, in Georgia, nella regione caucasica dell'Abkazia. Un gruppo di speleologi italiani ha partecipato al campo internazionale che ha consentito, nell'estate 2005, di raggiungerne il fondo alla profondità di -2140 metri dall'ingresso. Il film è stato girato in presa diretta dal gruppo di speleo italiani, guidato dal bresciano Matteo Rivadossi, ed è un documento davvero realistico delle difficoltà che la grotta propone. Il secondo appuntamento, il 16 ottobre, ha visto protagonista il film "L'ombra del tempo", di Andrea Gobetti. L'autore, speleologo torinese di vecchia data, giornalista e scrittore, collabora con le più importanti riviste specializzate. La serata è stata dedicata al Marguareis focalizzando in particolare l'attenzione verso l'imponente complesso sotterraneo che esso racchiude: Piaggia Bella. In realtà il film ha un respiro più ampio... vuole raccontare gli speleologi e la speleologia dal punto di vista della grotta, che vede queste buffe creature che la percorrono, la osservano e la misurano ma che non possono capire la complessità e "l'eternità" che essa racchiude. Come sempre nei film e nei libri di Andrea, l'opera è un misto di visionario, di poetico, di reale e di onirico che si intrecciano in modo mirabile. E' un film che non può mancare nella videoteca di ogni animo curioso, che vada o meno per grotte. La rassegna si è poi chiusa il 23 ottobre con l'attesa proiezione de "L'Abisso", di Alessandro Anderloni, film dedicato ad uno dei maggiori abissi italiani: la Spluga della Preta . Il film, dopo avere sfiorato la vittoria all'edizione 2006 del Festival del Cinema di montagna di Trento (dove all'opera è stato assegnato il premio della stampa), ha mietuto successi in molte rassegne cinematografiche dedicate alla montagna, in Italia e all'estero. Quest'opera ha un taglio più documentale, descrive la storia delle esplorazioni della Preta anche con splendide interviste ai vecchi speleo che ne affrontarono l'impressionante pozzo iniziale - 131 metri verticali, a cielo aperto - con tecniche che oggi farebbero rabbrividire il più scafato degli stuntman.
Andrea Gobetti (foto Claudia Iacopozzi)
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Anche se l'ingresso (... e, per come si manifesta il primo pozzo, non potrebbe essere altrimenti) è noto da sempre, le esplorazioni sistematiche iniziarono negli anni '20, praticamente ai primordi della speleologia italiana. Tutti i principali gruppi hanno prima o poi partecipato a qualche lavoro là dentro; anche il Bolzaneto tra fine anni '80 e primi '90 ebbe la sua "pagina di gloria" con numerose uscite dedicate all'" abissale" pulizia della grotta. In quell'occasione rimanemmo bloccati in 6, a 450 metri di profondità, per quasi 50 ore a causa dell'imperizia di chi ci aveva preceduto. Oltre al film, "L'Abisso" è oggi anche un libro. La storia è raccontata con grande dovizia di particolari ed è il frutto di una maniacale ricerca bibliografica da parte dell'autore, Francesco Sauro, che ha curato anche la sceneggiatura del film. Tutte le serate hanno avuto la presenza dell'autore, e questo ha reso interessanti anche i dibattiti post-film. |
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