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Continuare ad istruire, divertendo!
di SALVATORE GARGIONI
Il nostro motto è istruire divertendo! Abbiamo cercato di comunicare nella prima parte dell'editoriale usando metafore scherzose. La pagina era pronta per l'Annuario del 2006 che diverse considerazioni ci hanno consigliato di rinviare. Non è detto che sia stata una mossa azzeccata. Ma non possiamo certo riavvolgere il nastro del tempo.
L'intento è ora quello di presentarci più ricchi di contenuti e in una nuova veste. Raccontando, in primis, a Soci e non Soci quanto è avvenuto in questo primo anno di vita - 2006 - della "Sezione di Bolzaneto" , denominazione ufficialmente attribuitaci dalla Sede Centrale e che tale deve comparire in tutte le comunicazioni, le pubblicazioni, i pieghevoli, le locandine o manifesti ecc. L'impegno che ha assorbito gran parte delle nostre forze, che ci ha coinvolto eleggendolo a scopo primario dell'attività del Consiglio Direttivo e della Commissione appositamente istituita, è rappresentato dalla redazione del Nuovo Statuto Sezionale richiesto dall'Organizzazione Centrale e dagli ordinamenti della Legge ordinaria, dalla Regione nonché dal Notaio che dovrà "notificarlo" . Ma quanto accennato non esaurisce quanto è stato necessario fare: contatti telefonici, epistolari, ripensamenti e modifiche. Il Tempo era tiranno e siamo stati in ansia temendo di non essere puntuali. Il che avrebbe significato un ulteriore rinvio, non immediato. Tutto questo ha allontanato, per assicurarne la conformità allo Statuto stesso, la creazione di un secondo documento: il Regolamento Sezionale che riteniamo indispensabile per il funzionamento della Sezione, la disciplina delle attività, l'attribuzione dei compiti e delle responsabilità. Con il Regolamento, che fortunatamente non necessità di approvazioni esterne, cammineremo su binari sicuri o se volete lungo un sentiero in ordine e ben segnalato.
Non posso non ricordare gli operatori del Gruppo di Lavoro che hanno lavorato e sudato con una professionalità che non ci riconoscevamo, una passione e dedizione a dir poco ammirevoli: Gianluigi Baraldi, Piero Bordo, Bruno Bruzzo, Maria Grazia Canepa, Angelo Rebora e Giuseppe Valeri.
Ci eravamo impegnati a celebrare la nuova Sezione: un pieghevole ne ha illustrato le attività programmate che sono state portate a termine al 99%. Di queste, da sottolineare: "Dieci 3000 dal Remondino" ; "Le mostre in Mostra" ; "Mutando 2006" , organizzato dal Gruppo Speleo per i cinquantanni di vita del Gruppo stesso, e la "Giornata celebrativa del 5 Novembre" , con la partecipazione del Consigliere Centrale Gianfranco Garuzzo e i rappresentanti delle altre Sezioni.
Ma ora, finite le celebrazioni, rivolto ancora un ringraziamento a tutti i Soci che si sono adoperati in tutto questo intenso lavorìo, dobbiamo davvero pensare a costruire una nuova "Sezione" . Questo nuovo stato giuridico ci può riempire di legittimo orgoglio, ma non possiamo trasferirvi senza modifiche strutturali la "Sottosezione" . Io personalmente ne sento la necessità, anzi, il dovere, per dimostrare che ci siamo meritati la trasformazione e che siamo capaci di renderla efficiente e, magari, anche "nuova" sotto tutti gli aspetti, interpretando al meglio gli impegni statutari e la realtà sociale nella quale siamo immersi e partecipi. Questo impegno deve essere attento a due aspetti: essere "conservatori" della tradizione del Club Alpino Italiano, insegnando e rinvigorendo l'amore per la Montagna e per l'Alpinismo in tutte le sue innumerevoli sfaccettature e rivolgendosi "innovativamente" alla Società che ci circonda, coinvolgendola e comunicando - come da tempo va dicendo il Presidente Generale Annibale Salsa - la nostra presenza. E' da sempre nello statuto del CAI, ma ora si fa pressante alla luce di tutte quelle iniziative messe in atto da mille Enti ed Associazioni che pur meritevoli non possono offrire quell'immenso bagaglio di conoscenze e strutture - soprattutto formative - che possiamo offrire, noi forti di una tradizione che ci aiuterà ma che non è sufficiente se non vogliamo cadere nell'autoreferenza. Anche per questo dobbiamo, accanto al volontariato indispensabile ora come da sempre, rivolgere lo sguardo al professionismo per il sicuro funzionamento di strutture quali: segreteria, consulenza commerciale legale e finanziaria, tesoreria ecc. Senza spaventarci o rifiutare per antiche remore affettive. Funzioneremo meglio e ci eviteremo errori drammatici.
Abbiamo, invece, le spalle ben coperte per le questioni Istituzionali ed i rapporti con l'Organizzazione Centrale, potendo vantare su due validissimi "giovani" che sanno tutto del CAI per esperienze dirette in strutture nazionali, di Convegno, di Area e Regionali ad elevati livelli, esperienze "cinquantennali di questi giovani" conosciuti da tutti: Piero Bordo e Pietro Guglieri.
Infine, ma questa è anche una questione personale, cercare dei giovani volenterosi che assumano nuovi ed antichi impegni. Come ho accennato sorridendo nell'ultima Assemblea dei Soci, le cariatidi marmoree non devono reggere per sempre il tempio. Sostituiamole con moderni pilastri e capitelli di acciaio inox.
Buona lettura a tutti.
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