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ANNUARIO 2006-07

In Marocco con gli sci
Testo e foto di Laura Cignoli


Il Monte Toubkal dal Monte Akioud.

Marocco: nell'immaginario comune lo si associa al deserto, ai datteri, ai dromedari, a Casablanca, raramente alla neve. La battuta di rito, sentendo "vado a sciare in Marocco"è "ma dove, sulle dune"? In realtà la catena dell'Alto Atlante, lunga 700 km da Ovest ad Est, è grandiosa, formata da altipiani, creste, gole e, soprattutto, è innevata, per lo meno fino ad aprile. La zona del Toubkal è la più frequentata dagli scialpinisti: oltre al Toubkal, il monte più alto del Nord Africa (4167 m), proprio lì a fianco ci sono altri due quattromila, l'Akioud e l'Ouanoukrim, che permettono in primavera belle gite con neve trasformata, soggiornando al Réfuge du Toubkal, definito il più freddo d'Europa (e lo è davvero!).

Ma torniamo un passo indietro. L'idea di salire sul Toubkal con gli sci ha preso corpo durante una gita in Val Maira, in una giornata grigia, freddissima e con neve crostosa: ero reduce da un trekking nel deserto marocchino e avevo conosciuto una guida alpina, capo di una agenzia locale che da venti anni si occupa di trekking, canyoning, escursionismo e scialpinismo a prezzi decisamente accessibili, dato il basso costo (per noi) della vita in Nord Africa. La mia proposta è stata accolta con entusiasmo e la sera stessa ho preso contatti con l'agenzia.

Il 7 marzo in sei amici ci imbarchiamo a Milano con un volo diretto per Marrakech. L'organizzazione è ottima: accolti all'aeroporto, accompagnati in albergo, al mitico hotel Ali, e il mattino successivo con un pulmino fino ad Imlil, tipico villaggio berbero, sede di numerose agenzie alpine e punto di partenza per il Toubkal. A Imlil (1740 m) troviamo i muli, i portatori e la guida e, in carovana, ci inerpichiamo per un sentiero contornato da noci e olivi, fino ad Aremd, bellissimo villaggio berbero, oltre il quale l'ambiente è decisamente brullo: niente alberi, niente villaggi, solo pietre. La mulattiera porta a Sidi-Chamharouch, un gruppo di casupole e un Marabutto (sepolcro), meta di pellegrinaggio per la cura di malattie mentali. Come sempre nei paesi arabi, l'accoglienza è estremamente festosa, con offerta di tea e proposta di mercanzie di ogni genere, dai minerali ai tappeti alle terrecotte (Claudio Cambiaso si lascia convincere ed acquista un abito lungo). A Chamharouch lasciamo i muli e proseguiamo per la valle Issouguane, noi con gli sci e i portatori con le provviste a piedi. All'imbrunire, stanchi ed affamati, arriviamo al rifugio: come primo giorno di acclimatazione non male, 1467 metri di dislivello, con notevole sviluppo. Il rifugio Toubkal (3207 m), di proprietà della sezione di Casablanca del Club Alpino Francese, una bella costruzione in pietra, ristrutturata di recente, è parzialmente sepolto nella neve, freddissimo, umido e affollato data la stagione e la neve buona. Ogni gruppo ha il proprio cuoco che prepara la cena, mentre il gestore si aggira vendendo bevande (l'acqua non è potabile). Niente luce. Si cena con la frontale. Con una piccola spesa si può anche accendere il fuoco, ma la legna è scarsa perché devono portarla su da Imlil e il camino è molto piccolo, quindi è difficile trovar posto nelle prime file: meglio andare in camerata, con l'accortezza di infilare nel sacco a pelo tutto il vestiario, perché nella stanza si sarebbe inzuppato per l'umidità e gelato per il freddo.

Il mattino seguente, con tempo bellissimo, la nostra meta è il Toubkal. Si sale per un ripido e largo canale fino al vallone Ikhibi Sud, poi verso Est su terreno più facile e dopo un breve tratto ripido si raggiunge la cresta Sud: da qui solitamente sci in spalla e a piedi in direzione Nord fino alla vetta. Sono 900 metri di dislivello, quindi nulla di faticoso, a meno che si soffra la quota. Dalla vetta panorama stupendo: a Sud il deserto con le sue dune, a Nord la valle di Marrakech e, intorno, l'intera catena dell' Atlante. Foto di rito e in fretta pronti per la discesa, perché il vento è gelido: scegliamo quella a Nord, più lunga (1200 metri), bella ma con neve a tratti non trasformata, e poi risaliamo al rifugio con le pelli. Il giorno successivo la guida consiglia l'Akioud (4030 m) perché l'Ouanoukrim (4080 m) ha una cresta finale rocciosa non agibile in quanto troppo ghiacciata. La salita all'Akioud inizia con uno stretto canale, poi diventa facile, e su bella neve si arriva ad una conca sempre ben innevata; quindi si raggiunge il colle dopo un ultimo pendio ripido: da qui per cresta ovest con ramponi e piccozza fino alla vetta. Il Toubkal è lì, davanti a noi, austero: riguadagnato il colle, discesa divertente fino al rifugio, con neve molle nell'ultimo tratto a causa del sole forte. Proprio per questo motivo la nostra guida non ci dà tregua e continuiamo la discesa in sci fino a Chamharouch, dove finalmente ci rifocilliamo: il nostro cuoco, partito già al mattino dal rifugio, ci ha preparato un piattone delizioso con riso giallo ornato da verdure. Siamo stati fortunati: due giorni, altrettanti quattromila! A piedi torniamo a Imlil, affidando ai muli sci e scarponi, e dopo una magnifica doccia calda ci avventiamo su di un ottimo cous-cous con montone.

Guida in vetta al Toubkal.


Quarto giorno: tappa di trekking piacevolissimo, in una tiepida giornata, sempre in carovana con muli, portatori, guida e cuoco, che lungo il cammino ci raccontano la loro vita, le loro usanze, le loro speranze (mi risulta incomprensibile cosa si siano raccontati Luigi e il cuoco, in genovese il primo e in francese il secondo...). Per sentiero saliamo tra i pini di Aleppo al Col de Tamatert (2300 m) e ci inoltriamo nella Valle Imenane, in un paesaggio brullo ma ingentilito da macchie verdi di coltivazioni a terrazza, capre saltellanti e minuscoli villaggi arroccati alla montagna. La nostra meta è una graziosissima Gite d'étape a Ouaneskra, dove siamo accolti con il solito calore arabo. Il villaggio è tipicamente berbero, con case a tetto piatto fatte con pietre, fango, paglia e, ovunque, bambini.
Il mattino successivo il tempo è incerto, con molto vento, ma decidiamo di tentare comunque la salita al Bouiguenouane (3882 m), 1500 metri di salita con la promessa di una discesa "superba". Dopo i primi 400 metri a piedi, calzati gli sci, inizia a nevicare. Luigi e Angela (coniugi Celesia ndr) tornano indietro, e noi proseguiamo con vento sempre più forte per due ore, con neve orribile, e poi ci arrendiamo: non si vede più nulla ed è quasi impossibile stare in piedi. A malincuore, staccate le pelli, alla cieca, tra buche e cumuli di neve, torniamo al posto di sosta dei muli, dove siamo accolti dai portatori con il consueto the caldo. Nel pomeriggio andiamo a visitare il vicino villaggio di Tacheddirt, dove c'è un altro posto tappa per turisti.


Portatori.


Ultimo giorno: partiamo presto per la nostra meta, il Likkemt (3615 m): bella e facile salita, nonostante il vento forte, e discesa da urlo di 1400 metri, su neve tutta trasformata, che ripaga della delusione del giorno prima. Tolti gli sci, torniamo a piedi a Imlil: in tutto dieci ore. Salutiamo i portatori e la guida e partiamo in pulmino per Marrakech; dopo cena a zonzo per la bellissima piazza Djamaa El Fna, il cuore di Marrakech, sempre affollata di ogni sorta di persone, incantatori di serpenti, musicisti, venditori di amuleti, turisti, bancarelle di agrumi e datteri. Claudio, rispettando una sua radicata abitudine, va dal barbiere a farsi tagliare i capelli; io e Stefano Ghiglione lo aspettiamo fuori sui gradini e ci addormentiamo: non ci eravamo resi conto di essere tanto stanchi!
Ci svegliano Angela e Luigi che casualmente passano di lì.

Il mattino dopo andiamo alla scoperta di Marrakech: ovunque sui tetti ci sono cicogne che costruiscono il nido. Ci accompagnano i colori e gli odori forti che sempre rendono magica l'atmosfera di questi paesi. Ed è arrivata l'ora della partenza: ultime foto, ultimi acquisti, un abbraccio al nostro cuoco Mohammed e via in volo per Milano. La vacanza è finita. Quale sarà la prossima meta? Le idee non mancano...

Per chi fosse interessato, aggiungo qualche informazione utile. Compagnia aerea: Atlas - Blue.Com (low cost della Royal Marocco Air Lines); Soggiorno a Marrakech: Hotel Ali Rue Moulay Ismail, hotelali@hotmail.com - tel 044.44.49.79 Marrakech; Agenzia: Nature Trekking Maroc, www.naturetrek-maroc.com .
N.B. - Le gite effettuate sono tutte classificate BSA


pagina aggiornata il 04/04/2008
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