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Una "patata bollente" da non far scuocere
di Emilio Burlando
All'inizio del 2007, dopo un po' che avevo accettato di coordinare quella che, a Bolzaneto, chiamano "la patata bollente dell'annuario", la solerte Maria Grazia Capra mi "gira" per conoscenza un'e-mail ricevuta da un suo insigne amico a cui aveva donato da leggere una copia dell'ultimo annuario. L'autore del messaggio diceva di non essere un amante di questo tipo di pubblicazioni ma di aver apprezzato la nostra perché era diversa e molto più interessante da tutte le altre che aveva visionato. In tutta sincerità, mi ha subito assalito un senso di angoscia, accompagnato da un dubbio atroce: sarò all'altezza di questo ruolo? Neppure la mia pluriennale esperienza - batto tasti da una trentina di anni, vanto collaborazioni redazionali con giornali e riviste e di pubblicazioni come questa ne ho fatto e rifatto almeno una decina - riusciva a darmi sicurezza: il tarlo c'era ed era forte. Poi, tanto per non farsi mancare nulla, sono entrato in un difficile periodo della mia vita che ha contribuito ad aumentare sensibilmente - e di questo mi scuso personalmente con tutti i soci - il già rallentato iter dell'annuario. Nello scorso agosto, però, ho intuito che era giunta l'ora di darmi una mossa: l'annuario - mi sono detto - è la storia del CAI di Bolzaneto e non mi perdonerei mai d'interrompere questa tradizione, non ne ho il titolo. L'avevo, invece, per continuarla, per portare avanti l'ottimo lavoro che l'amico Giulio Gamberoni ha fatto per anni e per riproporre una pubblicazione che continuasse a godere del piacimento dei lettori come le precedenti. Mi sono detto: sarà anche una "patata bollente" ma non sarò io che la farò... scuocere! Spero di riuscirci, magari anche con le vostre osservazioni, positive o negative che siano. L'importante è che arrivino. Spero, infine, che già questo corposo numero, faticoso da assemblare per via delle due annualità, non abbia interrotto una serie positiva. Buona continuazione di lettura.
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