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Aspetti tecnici dell'abbigliamento in montagna
L'indumento perfetto non esiste: solo materiali idonei ad ogni esigenza
di ANGELO ROSSI
Specialista di medicina dello sport
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L’abbigliamento ideale per la montagna (Tabella 1), oltre che essere piacevole e comodo, deve favorire il movimento e consentire una termoregolazione ottimale: deve garantire un “benessere termico” sia nelle ore calde della giornata sia nel freddo della notte; deve consentire la traspirazione, per evitare umidità tra le fibre con esito di cattivo odore da sovrapposizione di microbi o funghi; un buon tessuto deve inoltre resistere all’usura, agli urti e alle abrasioni, consentire prestazioni fisiche ottimali, proteggere dai raggi ultravioletti, non rilasciare sostanze tossiche, non pesare eccessivamente ed essere esteticamente piacevole… Scusate se è poco!
A questo punto è chiaro ed intuitivo che l’indumento perfetto non esiste ed occorre di conseguenza scendere ad un compromesso nel momento della scelta.
LA RESISTENZA TERMICA
Ogni attività sportiva richiede aumento del metabolismo con produzione di calore e necessità conseguente di termodispersione: in montagna le cose si complicano perché spesso lo sbalzo termico è notevole sia nelle varie ore del giorno, sia con il variare dell’attività fisica come, ad esempio, in sosta durante un’arrampicata.
L’isolamento termico dei tessuti si misura in Clothing (Clo; 0,180 m2 C°/ Kcal) e da zero Clo nel soggetto nudo si passa a 0,50 per un abbigliamento in cotone, a 1,50 per abbigliamento invernale sino a 4 Clo per il freddo estremo (Tabella 2).
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Per ottenere l'isolamento termico di un insieme di capi (indumenti), sommare il valore di Clo di ogni capo di abbigliamento e moltiplicare per 0,82.
Clothing: unità di misura della resistenza termica. 1 Clo=0,155 mq C°/ W = 0,180 mq C°/ Kcal
L’attività svolta e la ventilazione modificano le caratteristiche di isolamento dinamico del vestiario sulla base dei coefficienti di isolamento statico e dello spessore dello strato di aria prossimo al corpo. Un errato equilibrio tra evaporazione e condensa del vapore può creare pesanti disagi soprattutto nella fase di raffreddamento dopo attività intensa o prolungata.
I MATERIALI
I materiali in uso si distinguono in naturali e sintetici.
Tra i naturali i più usati in montagna sono:
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Cotone: per indumenti a contatto della pelle e per climi caldi. Ottima traspirazione, trattiene l’umidità.
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Lana: ottimo isolamento termico e ottima traspirazione! Non crea cattivi odori. Insuperabile per calze, berretti e guanti.
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Tra i materiali sintetici troviamo: |
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Meraklon (Capilene): si usa a contatto della pelle perché produce un elevato isolamento sia dal caldo che dal freddo, non mantiene umidità. Può essere intessuto a rete o a maglia continua.
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Poliestere, poliammide, elastan (Meryl, Actisystem, Lycra, Coolmax, Tactel): si usano nelle tute e nelle felpe; la traspirazione non è ottimale e spesso creano cattivi odori.
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Terinda: è il miglioramento dei materiali precedenti con un buon compromesso tra traspirazione e termogenicità; molto usato nelle tute da alpinismo.
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Pile e derivati: in commercio esiste una estrema varietà dal punto di vista della qualità (e del prezzo). Il pile di buona qualità dà un buon isolamento termico, asciuga rapidamente e consente un’accettabile traspirazione. Materiali simili al pile con termoregolazione dinamica sono Windstopper e Activent.
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Goretex: membrana microporosa; è impermeabile, protegge dal vento e mantiene la traspirazione. Unico neo è l’eccessiva termogenicità nei climi caldi.
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Cordura e nylon: in uso per le ghette e gli zaini; il Cordura è più traspirante.
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IN MONTAGNA
Negli ultimi dieci anni la tecnologia ha migliorato di molto la qualità dei tessuti sia naturali che sintetici. Un buon consiglio per chi frequenta la montagna è quello di vestirsi a “strati”, scegliendo opportunamente i materiali. Per fare un esempio:
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1° strato: a contatto della cute; cotone o Meraklon.
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2° strato: a bassa termogenicità; cotone o lana.
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3° strato: buon isolamento termico; pile o simili.
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4° strato: impermeabile e antivento; Goretex.
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Nello zaino inoltre è sempre opportuno avere indumenti di ricambio, in special modo per quanto riguarda berretti, calze e guanti.
Un ultimo consiglio: è sempre bene non farsi prendere dalla pigrizia e via via spogliarsi o vestirsi a seconda delle condizioni climatiche e dell’attività fisica.
BIBLIOGRAFIA
– G. Drago Giordano – V. Romano Spica: Sportwear, tra alta tecnologia e salute. Sport e medicina, 4° - 2006 (pag. 19-24).
– P. Cerretelli – P. E. Prampero: Ambiente, sport e limite umano. Mondatori Editore.
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