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ANNUARIO 2008
In gita con i "cugini" francesi
Un gemellaggio nato per caso e che promette interessanti sviluppi
testo e foto di Graziella Canepa




Un momento dell’incontro in sede: da sinistra, Enzo Romano, Presidente CAI Regione Liguria, Salvatore Gargioni, André Profizi, Presidente CAF Saint Laurent du Var, e Ruggero Pallanca.
Tutto è cominciato, come spesso accade, per caso. Da tempo innamorati della Costa Azzurra, simile alla Riviera ligure ma, secondo noi, più amena, capita che la nostra figlia maggiore Stefania (socia Cai dall’infanzia, come del resto sua sorella Paola, per non smentire la dinastia dei Pallanca), tramite l’Università abbia l’opportunità di fare uno stage a Nizza, al Consolato italiano: entusiasta della cosa, visto il luogo vacanziero, parte con armi e bagagli.

Il padre naturalmente va su internet a scoprire le sezioni Caf locali, un po’ incuriosito: in realtà, dovunque andiamo, finiamo per trovare (o cercare?) le notizie delle sezioni, confrontando gli stili e le attività! Così veniamo a sapere che, oltre alla rinomata sezione di Nizza, sicuramente prestigiosa ma forse troppo “in”, ce n’è una a soli 3 km dalla città, nel comune di Saint Laurent du Var, che peraltro è la naturale prosecuzione di Nizza. Così suggerisce a Stefania di andare a trovare i “cugini”.


La ragazza si avventura in quel di St. Laurent du Var per scoprire, come prima cosa, che la sezione locale del Caf condivide la sede con un club nautico! Difatti si trova in riva al mare. Ciò nonostante, è conquistata dalla simpatia del Presidente, André, che l’accoglie calorosamente e le propone un gemellaggio tra le due Sezioni. Perché no? Pensa lei. A questo punto coinvolgiamo il nostro Presidente Gabbe, che ne parla in consiglio, e l’idea piace.

Complice il fatto che abbiamo molto in comune (in fondo questo territorio francese un tempo era nostro) e che le origini di molti sono italiane, mettiamo in pista le occasioni di incontro. Le prime sono della nostra famiglia, in verità, anche per conoscere l’ambiente, che si dimostra accogliente e piacevole: gli amici francesi hanno l’abitudine di organizzare, oltre ad un calendario ben nutrito di attività a tutti i livelli, anche serate con cene e danze, nelle quali ci siamo esibiti, precisando subito che “siamo meglio in montagna”. Poi scopriamo che, pur non essendo molto numeroso il numero dei soci (circa 300), il loro calendario, come dicevo, prevede attività escursionistiche, scialpinistiche, alpinistiche e di arrampicata. Infine le prime occasioni si realizzano: l’8 ed il 9 settembre 2007 una loro rappresentanza viene a Genova e si formalizza il gemellaggio in sede, con tanto di consegna di targa e scambio di omaggi. La sera, trasferimento alla Casa del Romano, dove vengono rifocillati dalla buona cucina, per salire il giorno dopo all’Antola. Nel gennaio successivo, la prima gita comune in territorio francese alla Cime de Baudon (1264 metri), inserita nei comuni calendari, con salita del monte da due versanti. Sulla vetta ci si riunisce per assaggiare la loro “galette du roi”, tipico dolce portafortuna che, di solito mangiano all’epifania. Nel mese di marzo, altra gita in Francia, organizzata in prossimità del confine per agevolarci: una bella ciaspolata, anche se con poca neve, salendo da Casterino al Mont Chajol (2294 metri). Questa volta abbiamo portato il nostro “pandolce”, sempre gradito. Ed eccoci arrivare alla festa di aprile che, grazie all’aiuto di Pino Gianotti, ha coinvolto una grossa fetta degli habitué di Bolzaneto: due giorni con accoglienza a focaccia e vino bianco alla partenza del percorso del Sentiero naturalistico, pranzo all’Osservatorio offerto dalle mani abili delle socie, prima fra tutte Marisa Cerruti, che ha fatto “quintali” di pesto. Divertente vedere tutti, dai bambini agli anziani, che si prodigano per accogliere gli amici, smentendo la nostra fama di “musoni”! C’è anche chi si fa immortalare ripetutamente abbracciato ad una bionda, colpito dall’inesorabile “charme” d’oltre confine….Non contenti, la sera li abbiamo invitati nell’atelier di Silvestro ed Elena Reimondo, che ci hanno riscaldato con la loro famosa “zuppa”.

I francesi, che il giorno dopo si sono divisi in due gruppi per visitare la città e per fare il giro dei Forti, a questo punto ci confessano che hanno un problema: ricambiare adeguatamente l’accoglienza ricevuta. E’ bello vedere come i valori dell’apertura e disponibilità verso gli altri siano presenti nella nostra associazione, superando anche le difficoltà linguistiche: quando si vuole, ci si capisce!



Tutti insieme al nostro “rifugetto”.
In questa occasione si progetta di organizzare gite comuni nei reciproci calendari, che a volte si possono realizzare anche salendo da due versanti per ritrovarsi in cima, con la possibilità di approfondire la conoscenza di un territorio che, pur vicino, a volte ci è estraneo. Prossima tappa: l’invito degli amici francesi il 18 e 19 ottobre a St.Jeannet. L’appuntamento lo rispettiamo alla grande. Qualche giorno dopo metà ottobre caliamo in territorio francese in grande stile, complice l’Alpinismo giovanile, per cui portiamo i ragazzi, per un totale di circa 35 persone. Il posto è bellissimo, St. Jeannet: ben conservato in stile medievale, arroccato nell’interno di St. Laurent du Var, con soprastante un roccione enorme, inconfondibile, detto “Baou”. In questa zona il governo locale ha attrezzato molte vie per l’arrampicata, che qui viene attuata a partire dai bambini piccoli sui monotiri, fino alle vie difficili del “Baou”.



Siamo alloggiati in due carine gite d’etape e la sera sperimentiamo la cena organizzata dagli amici: in tutto siamo un gruppone di oltre 60 persone.
Inevitabilmente si finisce a cantare, grazie alle chitarre di Franco Api e Paolo Muzio.

Il giorno dopo ci dividiamo, un gruppo salirà al “Baou” per il sentiero, un gruppo arrampicherà sui monotiri, tutt’altro che disprezzabili devo dire, mentre Stefania, Gerardo e Silvestro affrontano con Brunod e sua moglie una via di 10 tiri di 6a sulla parete Sud. A fine giornata siamo tutti soddisfatti, i ragazzi, che come sempre ci fanno fare bella figura, si sono divertiti; il gruppo escursionistico ha apprezzato il magnifico panorama: quando cominciavamo a preoccuparci per la cordata, sono arrivati, stanchi ma vittoriosi.

Nella nostra vita quotidiana siamo tutti oberati ma la conoscenza di nuovi amici e nuove realtà non può che arricchire noi come persone ed il gruppo, che non rimane chiuso in se stesso. Perciò, continuiamo su questa strada, con un’unica diatriba ancora presente: ma la farinata, che loro chiamano “socca”, è stata inventata da noi o da loro?


pagina aggiornata il 05/10/2009
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