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ANNUARIO 2008

Dalmazzi, progetto plaisir
Un buon motivo per visitare il bacino del Triolet
Testo e foto di Maurizio Volpara



L’Aiguille Savoie con la cresta Preuss


Quest’estate ho avuto modo di pernottare al rifugio Dalmazzi e ne sono rimasto entusiasta; mi sono promesso allora di segnalarne la bellezza, le opportunità di salita che offre e la qualità della mezza pensione che è in assoluto la più accogliente che ho trovato in più di quindici anni di frequentazione di rifugi alpini, grazie alla cortesia e alla professionalità che il gestore infonde nel suo lavoro. L’antefatto è il seguente: una decina di anni fa leggendo una rivista alpinistica la mia attenzione fu catturata da un articolo che trattava del bacino del Triolet. Le fotografie erano molto spettacolari ma il contenuto risultava per me frustrante, il mio pensiero era: “cosa ci vado a fare io al Dalmazzi?”, risposta: “a dormire e basta.” L’articolo, infatti trattava di alcune vie moderne protette lunghe e di difficoltà abbastanza elevata 6b, 6c e 7a aperte da Manlio Motto e compagnia su alcune cime del “Cirque de Triolet”, specie sui Monts Rouges. Mi misi così il cuore in pace e desistetti dal desiderio di salire al Dalmazzi.

Gli anni passano e all’inizio di quest’estate, appena tornato da tre giorni di arrampicata sulle Dolomiti di Cortina, ricevo l’invito dal carissimo amico Carlo, che mi propone una sgambata all’Aiguille Savoie, tanto per cominciare a fare un po’ di quota a inizio stagione, dice lui. Nei tre giorni di attesa mi documento e scopro che la cima scelta da Carlo si trova nel “Cirque de Triolet”, proprio nella zona del Dalmazzi (mai dire mai…), la via di salita è la Cresta Preuss, bella e abbastanza lunga salita classica che si trova al centro del bacino del Triolet e offre uno spettacolare panorama sulla valle. Arrivati in fondo alla Val Ferret posteggiamo e in neanche due ore siamo al Rifugio Dalmazzi, bella struttura di proprietà della Sezione C.A.I. Torino, recentemente ristrutturata e ampliata.


Il rifugio è molto accogliente. Carlo ed io siamo gli unici italiani dei nove ospiti presenti, tutti gli altri sono francesi, la cena viene servita in perfetto orario, più che in un rifugio alpino ho la sensazione di essere in un agriturismo, e dei migliori. Nell’ordine ci viene servito: antipasto composto da un tagliere di alcuni salumi tipici valdostani, un primo di pasta al sugo di pomodoro molto gustoso ed abbondante, un secondo di salsiccia alla piastra con contorno, successivamente ci vengono offerte strisce di polenta fritta con miele guarnite con una fetta di formaggio Bleu d’Aoste, infine dolce confezionato dal gestore e digestivo. Prima di coricarci chiediamo lumi al gestore sulle condizioni della salita, per la via di discesa ci viene sconsigliata la normale di salita per preferire una serie di calate poste sul versante est in corrispondenza di una via di salita moderna. Partiamo alle 6 e 30. Fatta una buona colazione cerchiamo di smaltire le calorie della sera e dopo un veloce avvicinamento attacchiamo la salita, sicuro che il quarto superiore con gli scarponi non è proprio come quello con le scarpette! Il mio compagno è decisamente in forma e tiene un ritmo molto alto, mi costringe così a fare gli straordinari per tenergli testa, saliamo veloci e una volta arrivati in vetta ci caliamo per nove doppie, giungiamo al rifugio alle tre, proprio in tempo per un gustoso spuntino. Ecco che mentre consumo il panino noto una raccolta di relazioni sui tavoli del rifugio, porta la scritta “Dalmazzi – Progetto plaisir” si tratta della descrizione di più di una decina di vie di difficoltà comprese tra il 4 e il 6a protette a spit “vicini” e lunghe, alcune fino a 400 metri, recentemente attrezzate dal gestore e da alcuni suoi amici allo scopo di attrarre più alpinisti al rifugio e dare la possibilità a tutti, anche quelli che non fanno il 6c, di gustare dell’arrampicata sui Monts Rouges de Triolet. Allora non era vero che il bacino del Triolet è riservato ai “superman” (anche se Preuss lo era veramente). Invito tutti a fare una capatina al Dalmazzi, merita davvero.

Rif. Dalmazzi m 2590
Aiguille Savoie m 3604
Cresta Preuss (Sud-est)
Sviluppo m 600
Difficoltà fino al IV+

pagina aggiornata il 01/01/2010
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