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Una "testata" di valore storico
di SALVATORE GARGIONI
Dopo il faticoso recupero di un anno, che ci ha portato all'Annuario stampato nel 2008 riguardante gli anni 2006 e 2007, cerchiamo
di recuperare faticosamente la cadenza.
I lettori attenti saranno un poco sconcertati osservando le date ma ricordiamo che un Annuario riporta gli avvenimenti di quell'anno ma, necessariamente, viene stampato l'anno successivo. Ora, come detto, cerchiamo di mettere in ordine la sequenza ma anche quest'anno avremo ancora un certo accavallamento. Il fine sarebbe la pubblicazione dell'Annuario a dicembre/gennaio da consegnare e/o spedire ai Soci con il tesseramento.
Nel 1970 la "Sottosezione" pubblicò un Annuario che per la prima volta documentava la storia dell'Associazione. Un articolo, firmato dal sottoscritto e da "Nico" Campora (quel Socio che insieme ad altri vi rinnova la tessera e avidamente vi "spilla" un sacco di soldi), titolava "LA PRIMA PIETRA". Era una finestra su gli avvenimenti che contribuirono alla crescita - direi quasi l'esplosione - della Sottosezione pur con tutta la storia precedente che le apparteneva. La Pietra Grande, di cui non voglio specificare altro che il nome, sperando che tutti sappiano a cosa mi riferisco, ha rappresentato veramente un punto di partenza, un mossiere, per l'avventura di un gruppo di alpinisti o che tali stavano
diventando e per la storia di Bolzaneto.
Ora per la nuova rivista/annuario abbiamo pensato proprio questo nome. La testata - registrata al Tribunale di Genova - sarà appunto: "LA
PIETRA GRANDE".
Voglio far presente che registrare al Tribunale una "testata" - Zidane non ci ha pensato! - è un avvenimento di un certo valore storico. Che sarà un omaggio a quel prisma di diabase così improbabile per il luogo dove sorge da suscitare, in alcuni, immagini arcaiche di riti primordiali, sacri, ma che i contadini prima e poi noi hanno trasformato in un luogo di "culto profano" con la vigna che si arrampicava su una sua parete e gli "arrampicatori che la violavano" da tutti i versanti.
Le novità dell'annuario sono oltre al nome e alla registrazione al Tribunale, un contratto nuovo e nostro con le Poste Italiane per la spedizione. Spedizione che, se gli eventi economico/finanziari che, come le famose nubi a "forma di pesce" che minacciose e foriere di grandi tempeste si dipingono sulla vetta del "Bianco" e lasciano poco scampo a chi si trova sulle sue pareti, non ci travolgeranno tutti, è un
segno di vitalità, di capacità di comunicazione, un filo diretto con i Soci che avvertono più vivo il legame con la Sezione.
Cosa è accaduto di importante?
A dir il vero una somma di iniziative che sono la specialità della... Ditta. Sono le attività che ci mantengono sulla cresta dell'onda, che rinnovano e portano consensi. E soci, il cui totale praticamente non varia ma che in certi tempi può essere ancora una conquista. Su questo punto faremo un'attenta riflessione sostenuta da un resoconto statistico che ci chiarirà molti aspetti dell'associazionismo, non solo nostro.
Elenchiamole concisamente, in ordine cronologico inverso, lasciando all'annuario rievocazioni più ampie:
1) la stampa e la presentazione del libro "FLORA DEL SENTIERO NATURALISTICO LAGHI DEL GORZENTE" di Francesco Bagnasco, coadiuvato da alcuni altri soci. Credo che sia la prima pubblicazione a cura del CAI di Bolzaneto di rilevanza non solo genovese;
2) la presentazione di un CD, compilato da Giovanni Isola per le immagini di flora e di fauna del sentiero Naturalistico nelle diverse stagioni;
3) la partecipazione al "Festival della Scienza 2008" di Genova con due iniziative di ottimo successo:
a) escursione guidata dal socio prof. Pagliaga sui terreni della notissima zona Sestri- Voltaggio;
b) la conferenza "Sociologia dell'alpinismo e psicologia dell'alpinista" che ha visto la partecipazione del nostro Presidente generale Annibale Salsa e dei relatori Enrico Camanni, scrittore di montagna, e del dott. Giuseppe Saglio, alpinista e psicologo;
4) spedizione alle Ande - Cordillera Blanca dei soci Damiano Barabino, Giuseppe Gabbia ed Edoardo Rixi che hanno salito l'Alpamayo (5947 m), l'Huascaran Sur (6768 m) e il Chopicalqui (6356 m), spedizione autofinanziata che ha avuto anche il merito di raccogliere attraverso le cartoline acquistate in Italia e poi spedite una somma devoluta all'Organizzazione Gigi Ghirotti. Ricordiamo che i ragazzi stanno proponendo proiezioni sulla spedizione con lo stesso scopo;
5) la Fondazione Cassin, dopo averci premiato nel 2006 per il nostro Museo, ci ha dedicato una giornata per visitarlo e per rievocare con suo figlio ed una serie di filmati i cento anni del grande Riccardo;
6) tramite i coniugi Pallanca, dopo una serie di escursioni in Francia ed in Italia, abbiamo firmato un gemellaggio con la Sezione del CAF di St. Laruent du Var con una simpatica cerimonia in Sede;
7) abbiamo esposto una cospicua parte del nostro Museo a Finale Ligure, invitati dagli organizzatori della mostra "Immagini della Montagna";
8) il Compianto Socio Antonio Ansaldo ci ha lasciato oltre 300 volumi di argomento alpinistico che arricchiscono ora la nostra biblioteca;
9) mentre alla "nostra" Pietra Grande sono state rinnovate le soste esistenti, si sta organizzando il recupero della palestra di Rocca Màia, dedicata soprattutto all'Alpinismo Giovanile;
10) è stata portata a termine la stesura dei Regolamenti dei Gruppi che caratterizzano le nostre attività;
11) infine, ricordo che la Sezione ha un nuovo "Gagliardetto"; lo sfondo è costituito da un'immagine in controluce dei Forti genovesi come li
vediamo da Bolzaneto: da ragazzi rappresentavano le nostre più immediate conquiste, tanto alti ed imponenti ci apparivano. Sia di augurio per i giovanissimi.
Queste iniziative aperiodiche e certo di grande rilevanza anche per l'immagine della Sezione si sommano, direi giornalmente, con tutte quelle che i nostri Soci più attivi con costanza e dedizione si incaricano di "portare avanti", secondo un gergo ormai abusato. Attività in Sede e fuori che non voglio certo elencare, sarebbe troppo lungo, ma una considerazione, in proposito si rifarà viva.
Premessa: è statisticamente accertato, ed è stato confermato anche per le Sezioni del CAI, che per associazioni con un certo numero di Soci, non esiguo, l'attività e la partecipazione è sostenuta al massimo dal 20 per cento del totale degli stessi. Ora noi siamo poco più di mille e non so se siano circa 200 i "partecipanti" attivi. Il problema non è tanto quello di chiedere più partecipazione ai singoli, o di creare incentivi che non riesco ad immaginare.
Certo esisteranno. Forse è come per i campioni sportivi, le eccellenze in qualunque campo nascono inopinatamente senza che nessuno le cerchi ma è più probabile scorgerne in una massa di individui più estesa.
Sempre la statistica ci informa che esistono "masse critiche" di soci al di sotto delle quali tutto funziona bene pur con più modeste ambizioni. Sopra quella soglia esiste una zona più difficile dove il famoso 20 per cento non sopperisce alle necessità organizzative ed operative. Con un ulteriore step nel numero dei soci la percentuale di cui sopra assicura il funzionamento e assolve alle aspirazioni dell'associazione.
Questo è quanto suggeriscono le statistiche.
Provate a fare un pensierino! Perché innegabilmente i quadri organizzativi sono incompleti per affrontare quelle esigenze che il CAI Centrale e le leggi ci impongono.
Infine parliamo un poco di elezioni: avevo intenzione di lasciare perché è già veramente troppo tempo che la Sezione mi "sopporta" e perché speravamo di trovare un giovane candidato. Fare il presidente di Sezione oggi è tutt'altro che semplice, l'impegno è notevole e le conoscenze dei regolamenti, quelle personali, necessarie in campo regionale e nazionale, sono un fardello simile ad uno zaino carico di corde e ferraglie varie. Avendo avuto ancora una volta il consenso dell'Assemblea, alla quale ho illustrato il mio programma, cercheremo assieme a tutti di formare alcune persone e lasciare ad una di queste il compito di continuare.
Presto! Quindi rimandiamo gli addii ed i saluti ma anticipiamo intanto un "grazie" infinito a tutti, Soci e collaboratori più stretti, senza i quali non si può far nulla di buono, sperando di non averli delusi troppo e, soprattutto, che ricordino di Gabbe il tentativo di lavorare in armonia. Ci sarò riuscito?
"religione" degli atei, mi accorgo che molti dettami della religione cui volontariamente o meno apparteniamo sono recepibili dalla società civile e a questi inconsciamente mi attengo. Amen!
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