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Pomeriggi alla Pietra Grande
Come è cambiata la storica palestra d’arrampicata negli ultimi tempi
di Luca Fida

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Da buon frequentatore della storica palestra d’arrampicata genovese, vorrei fare un breve resoconto di ciò che sta avvenendo a Pietra Grande negli ultimi anni, elencandone le principali vicende, senza tralasciarne alti e bassi.
Dopo la richiodatura in ottica sportiva, di qualche anno fa, e l’inserimento nella guida alle arrampicate genovesi “Di sasso, si sale, di sole”, la falesia è tornata decisamente in auge tra gli appassionati del verticale, rivelandosi un ottimo rifugio dal caos cittadino nei caldi pomeriggi primaverili ed estivi, oltre che una valida palestra dove allenare i muscoli e perfezionare la tecnica d’arrampicata. La larga fruizione della palestra ha ovviamente presupposto interventi di manutenzione nel tempo: dai più piccoli (ma ugualmente importanti), come la pulizia del sentiero d’accesso, della base della falesia e delle vie stesse, puntualmente eseguita dai “soliti noti” (volenterosi climbers locali, alcuni dei quali operano in associazioni UISP come Outdoor Liguria), a interventi decisamente più consistenti, come il controllo del materiale in parete e la sua eventuale sostituzione.
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A questo proposito, vorrei segnalare la recentissima sostituzione delle catene di sosta, da parte dei soci CAI Gianni Boccaccio e Riccardo Costa, che hanno dedicato “qualche” ora del loro tempo a questa iniziativa del tutto volontaria. I due hanno ispezionato accuratamente il vecchio materiale, pianificato l’intervento, reperito le nuove soste, e operato il cambio di persona, appesi per ore come salami sulle pareti della Pietra! In loro aiuto sono anche intervenuti Giulio Gamberoni ed il sottoscritto, il quale si trovava sul posto più che altro per prendere visione del lavoro…Il risultato: sedici nuove catene inox con moschettone di calata luccicano sulla sommità della Pietra, infondendo una buona dose di fiducia all’arrampicatore, che non deve più calarsi su materiale arrugginito!
Di fondamentale Importanza per l’iniziativa è stato il finanziamento, da parte della sezione CAI Bolzaneto, e del Gruppo Alpinistico “Gritte” per l’acquisto di tutto il materiale messo in loco. In sostanza: la sensibilità di alcuni enti, assieme alla passione e alla volontà degli arrampicatori locali, sta contribuendo al mantenimento di un luogo splendido quanto selvaggio, permettendo una frequentazione che deve avvenire sempre nel rispetto dell’ambiente e dell’operato altrui.
Peccato che questo rispetto non sia ancora abitudine del tutto consolidata, e che alcuni episodi decisamente meno positivi guastino questo mio elenco di news. Ultimamente, infatti, si sono trovati degli scavi su tutti i tiri facili della parete, scavi fatti da qualche ignoto che, di sua iniziativa, è andato a modificare in maniera evidente numerose linee di salita, stravolgendole, ahimè, in maniera irreversibile.
Nota - Uso del termine “falesia”- Devoto - Oli: Scarpata rocciosa molto ripida dovuta all’incessante erosione del mare…, segue origine etimologica.
Sono comunque falesie anche quelle ormai lontane dal mare per ragioni geo-tettoniche. Quindi, anche come ribadito in un articolo del presente Annuario, il termine è inapplicabile al monolito diabasico della Pietra Grande per quanto il termine stesso sia ormai usato per qualunque ripido versante roccioso isolato o contiguo ad altri. La Redazione, nel rispetto dell’autore, ha ritenuto di non dover modificare il testo, prendendo spunto dallo stesso per sottolineare che l’errore è lessicale, geologico e, in fondo, anche…alpinistico: l’arrampicata in falesia essendo per la natura morfologica della roccia completamente differente dalla progressione su granito, gneiss o… diabase. Questo quanto ci sembrava doveroso segnalare.
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