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Rocca Màia, le vie aperte
di Claudio Larosa*
Rocca Màia, presa in affidamento dall’Alpinismo Giovanile del CAI Bolzaneto a fine 2006, rappresenta un luogo dove poter sviluppare incontri di tipo didattico e formativo: proprio con tale scopo il Gruppo AG ha portato avanti tutte le operazioni di pulizia, sistemazione e realizzazione degli itinerari di arrampicata. Ma è pure un luogo tranquillo, a poca distanza dal traffico della Val Polcevera, dove poter trascorrere pomeriggi piacevoli e divertirsi arrampicando.
Come tutte le palestre di arrampicata ha le sue regole e le sue caratteristiche, tenetene conto quando deciderete di visitare Rocca Màia.
La roccia è molto discontinua, in alcuni punti si possono trovare ancora alcuni massi mobili (fate attenzione). La vegetazione che cresceva lungo le pareti è stata rimossa, ma l’inevitabile ricrescita di erba e piante potrebbe disturbare alcuni tratti.
Le vie sono state attrezzate a spit con chiodatura piuttosto ravvicinata. Le soste sono costituite da catene o anelli su spit.
Non sono presenti moschettoni, per cui è necessario saper eseguire correttamente la manovra per passare le corda attraverso gli anelli chiusi.
Le vie sono sostanzialmente semplici ma, a causa della discontinuità del terreno, presentano talvolta dei singoli passaggi più complessi.
Tutti gli itinerari attualmente attrezzati si trovano sul lato Nord-Est che, a causa della collocazione della rocca, rimane praticamente sempre in ombra, tranne poche ore durante la mattina.
Gli itinerari partono tutti dalla base della rocca, zona a cui si può accedere attraverso un sentiero proveniente dalla Cappella (nella foto indicato con la “A”) oppure utilizzando una strada sterrata che incrocia la strada forestale che sale dalla località Ca’ di Bruzzi.
E’ possibile anche utilizzare la rocca in caso di esercitazioni di calata in corda doppia. Il punto migliore per effettuare tali manovre è un terrazzino collocato poco sotto la cima, al quale si accede utilizzando il sentiero attrezzato con un corrimano di corda (nella foto indicato con la “B”). Tale sentiero può essere utilizzato anche quale discesa dopo aver raggiunto l’ultima sosta di una delle vie. La calata in corda doppia dalla cima risulta meno agevole (almeno didatticamente) a causa dell’eccessiva esposizione.

Descrizione delle vie di arrampicata.
1) LE MANI OVUNQUE. 13 m – III
Facile via ricca di appigli e appoggi con singolo passaggio più impegnativo al centro via.
2) AVEVO UNA CORDA. 14 m – III
Facile via con partenza leggermente tecnica.
3) LISA. 15 m – III
Facile placca inizialmente appoggiata, uscita articolata ma ben protetta.
4) CRESCERO’ ANCH’IO.
L1 = 8 m – II. Facile placca appoggiata, sosta un po’ alta.
L2 = 13 m – V. Partenza in strapiombo con successiva placca molto tecnica e uscita su terreno discontinuo.
5) PARZIALMENTE STERRATO.
L1 = 20 m – IV+. Partenza su roccia discontinua, passaggio nell’evidente diedro scarso di appigli e appoggi, uscita su terreno rotto (attenzione alle pietre) e sosta su coppia di anelli resinati.
L2 = 10 m – III. Facile placca. Dalla sosta, posta su ampio terrazzino, possibile discesa lungo il sentiero (“B” nella foto) o con corda doppia. In quest’ultimo caso se la corda utilizzata è da 60 m è sufficiente una singola calata; con corda più corta, spezzare la calata alla sosta inferiore.
6) TARTARUGHE IN CORSA. 15 m – III
Via molto discontinua con passaggi da interpretare.
7) PROVALA. 15 m – IV-
Partenza strapiombante in stile boulder (singolo passo di V), successivamente la via diventa molto semplice ed appoggiata.
8) OGGI MINESTRONE. 15 m – IV-
Via che parte seguendo un piccolo diedro/colatoio con passaggi su roccia levigata. Parte superiore più semplice. Sosta in comune con la precedente.
9) LA SCIMMIA.
L1 = 13 m – IV. Placca appoggiata con movimenti di aderenza
L2 = 11 m – III. Semplici passaggi su roccia ricca di appigli.
L3 = 16 m – III. Partenza lungo un breve camino e successivo passaggio aereo lungo la cresta.
La discesa può essere effettuata lungo l’agevole sentiero che dalla cima scende in direzione Sud (nella foto indicato con la “C”)
Buon divertimento a tutti.
*AAG e Coordinatore tecnico del progetto "Rocca Màia"
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