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ANNUARIO 2009
La parete himalayana delle Alpi
Monte Rosa, Punta Nordend (4612 m) per la via Brioschi
testo e foto di Damiano Barabino
Panorama dalla vetta
Settembre, di solito, è un mese
che, nonostante le giornate
inizino ad accorciarsi, presenta
un meteo stabile ed alta
pressione, il giusto connubio per
fare belle salite in quota. Agostoè stato caldo e, dopo il Badile, l’idea
per il primo week-end di settembre
è ancora una salita su roccia: tentare
la sud dell’Aiguille Noire che pare
in ottime condizioni. Contatto
Lorenzo, amico di La Spezia, con
il quale sto svolgendo il corso per
Istruttore regionale di alpinismo.
Prepariamo i dettagli, e il tempo, a
parte un po’ di variabilità infrasettimanale,
pare stabile. Purtroppo, il
giovedì sera brutta notizia: in Valle
d’Aosta nevica a quote basse per
un improvviso abbassamento delle
temperature. Il venerdì mattina rapido
giro di telefonate: la Noire non
è in condizione! Nonostante tutto il
meteo nel fi ne settimana è stabile
per tre giorni. Frenetiche telefonate
con Lorenzo, inizio a pensare ad
una salita di misto: si decide per la
Brioschi alla Nordend sulla parete est
del M. Rosa, “la parete himalayana
delle Alpi”. Era una delle salite che
durante le letture invernali mi aveva
appassionato maggiormente: grande
ambiente selvaggio, impegnativo
e poco frequentato. Unica incognita
la discesa lunga e complessa per
rientrare a Macugnaga.
Partiamo il sabato, arrivo a
Macugnaga in mattinata, e proseguimento
per la capanna Marinelli
a 3036 m. Si attraversa la morena e
il ghiacciaio del Belvedere, per salire
poi per sentiero fi no alla capanna
in circa 4 ore. La struttura è eccellente:
gas in loco, circa 10-12 posti
letto, confortevole ed accogliente.
L’ambiente è perfetto, nel cuore del
Rosa, circondato dalla Signal sullo
sfondo e il canalone Marinelli a
fianco. Alla capanna siamo soli, a
parte un alpinista milanese salito
in serata da solo, con il quale condividiamo
la cena. Le cordate per la
Brioschi ogni anno si contano su una
mano e questo ci fa capire ancordi più che sarà una salita lunga ed
impegnativa. Prima che venga buio
saliamo 200 m per tracciare con
ometti il tratto iniziale e per capire
meglio la linea di salita, soprattutto
l’attacco dello sperone che dovremo
intraprendere al buio.
All’una circa sveglia. Classico rito
dei preparativi e colazione: si parte
alle due circa. Un’occhiata rapida
alle lontane luci della valle e poi via
su per sfasciumi seguendo gli ometti
con le nostre frontali. Arriviamo al
ghiacciaio alla base della parete,
calziamo i ramponi e seguiamo il filo
di cresta per attaccare lo sperone.
Dopo un traverso su rocce e ghiaccio
si sale ancora al buio per passi di II°-
III° prevalentemente senza ramponi.
Nel primo tratto saliamo velocemente
anche perché, nonostante il
buio, la salita non presenta difficoltà eccessive su roccia buona.
Inizia ad albeggiare ed iniziano le
difficoltà. A quota 3800 m le rocce
sono sporcate di neve delle recenti
nevicate e i passaggi sono obbligati
sul III°-IV° grado che, con ramponi
e friend, non sono mai banali. Ci
alterniamo in conserva protetta
facendo alcuni tiri nei passaggi più impegnativi. Alle dodici siamo a circa
4000 m, la stanchezza inizia a farsi
sentire e la progressione è più lenta:
alcuni tratti di misto diffi cili da proteggere
ci impegnano seriamente e
per di più un cordino avvistato da
lontano ci porta fuori via. Perdiamo
circa un’ora per ritrovare la via
corretta e dopo una breve cresta
arriviamo ad un traverso delicato ed
esposto. Alcune rocce si smuovono
e cadono sulla parete, per fortuna
non c’è nessuna cordata dietro di
noi! Metto una protezione e dopo
circa dieci metri in traverso arrivo sul
pendio nevoso a quota 4200 circa. Su
questo tratto inizia a tirare vento e
il sole inizia a nascondersi dietro le
creste. Rapido cambio dei guanti
bagnati che iniziavano già a congelare
e poi veloci in conserva lunga
sul pendio: circa 200 m di dislivello
di neve a tratti ghiacciata difficile
da proteggere. A 4400 m siamo alla
base della diffi coltà fi nale: goulotte
di circa due tiri, magra e diffi cile da
proteggere. Parto subito. Riesco a
mettere mezzo chiodo, un paio di
friend e proseguo senza fare sosta.
Finalmente intravedo la cornice
di uscita e, aggirata nel tratto più facile, sono sul pendio finale sotto
la vetta. Faccio sosta con le picche
nella neve e inizio ad assicurare
Lorenzo. Dopo alcuni metri però la
corda non scorre. Sento tirare ma,sia per il forte vento che tira da nord
sia per la distanza che ci separa, non
riesco a sentire la sua voce. Solo
dopo, quando lo vedo uscire dalla
goulotte, mi rendo conto che è con
una piccozza sola: infatti, avendola
persa in partenza, invano ha cercato
di recuperarla ma non aveva corda a
suffi cienza….per fortuna comunque
è riuscito a salire lo stesso! Ultimo
facile pendio su neve fresca e fi nalmente
siamo in vetta a 4612 m alle
diciotto e, dopo 16 ore di salita,
esplode tutta la nostra gioia. Siamo
soli su una delle vette più alte del
Rosa con davanti ai nostri occhi una
cornice di cime uniche al mondo.
Arrivo in vetta
Alcuni minuti per le foto di rito
e scendiamo velocemente anche
perché il tramonto si avvicina. Ovviamente,
vista l’ora, optiamo per
scendere alla Monte Rosahütte per
poi rientrare il giorno successivo in
Italia da Zermatt. Ma, non avendo
mai percorso questo tratto di ghiacciaio
nessuno dei due, le sorprese
non sono fi nte! Arriviamo al limite
di una enorme seraccata a quota
3200 m, senza però capire la traccia
giusta per il rifugio. Alcuni minuti
d’indecisione e, avvistate alcune
rocce sulla morena vicino, decidiamo
di bivaccare sotto una di queste!
Stanchi, avvolti nei sacchi da bivacco
e nel telo termico, in un dormiveglia
di alcune ore, ci godiamo le ombre
della luna sulla nord dei Lyskamm e
le intense emozioni della giornata,
nell’attesa che albeggi prima del
lungo rientro verso Zermatt.
Monte Rosa - Punta
Nordend 4612 m
Via Brioschi
Quota Partenza 3036 m;
Quota Arrivo 4612 m
Dislivello: 1600 m circa
Dislivello delle difficoltà:
1100 m
Confi gurazione: cresta
Esposizione principale: Est
Tempo di percorrenza: circa
16 h
Pendenza: max 65° su neve
o ghiaccio; III°-IV° roccia
Valutazione globale: TD
Difficoltà / impegno complessivo:
V
Qualità dei punti di assicurazione:
P4 (non attrezzato)
Rifugi e bivacchi: Capanna Damiano
Marinelli 3036 m
Accessi:Macugnaga Pecetto
1362 m
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