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ANNUARIO 2009

Un’introduzione ai “Massimi Sistemi”
di SALVATORE GARGIONI

Per quanto sia consolatorio vivere e razzolare nel proprio giardino è necessario guardare oltre lo steccato per cercare di capire come gira il mondo. Ora fuor di metafora mi sembra sia necessario che tutti i Soci del Club, siano questi attivamente impegnati nella vita della Sezione o frequentatori sporadici - quest’ultimi sono stimati il 70% in quasi tutte le Associazioni - debbano sapere, essere informati dell’evolversi della vita istituzionale che necessariamente muta assieme alla società. Così come è necessario che tale informazione si attui non solo attraverso le pubblicazioni della Sede Centrale ma anche tramite il nostro Annuario porgendo loro contestualmente un parere personale.
Il nostro Club nasce apparentemente ad immagine e somiglianza degli Alpen Club Inglesi ma in effetti ne è fondatore un uomo di Stato che ha ben radicata l’idea di nazione specie quando tutto era utile ad aggregare e consolidare l’unità appena realizzata. Questa tendenza ad imporsi come Associazione a carattere nazionale si è consolidata, salto cento anni di storia per brevità, con la scelta, solo apparentemente legal/burocratica, di trasformarsi in Ente di Diritto Pubblico nel 1963.
La data è signifi cativa perché era l’epoca delle nazionalizzazioni in genere, dello Stato che si sarebbe occupato di li a poco anche dei panettoni Motta ed Alemagna, e che avrebbe assicurato al C.A.I. un adeguato emolumento per la sua vita. Nessuno si peritò di accertare la coerenza di tale scelta (lo Stato men che meno), nessuno si “accorse” della contraddizione: la Sede Centrale e due altri Sezioni (C.A.A.I. e A.G.A.I.) erano Associazioni di Diritto Pubblico, tutte le Sezioni e Sottosezioni, il corpo sociale in fondo … di Diritto Privato. Un’introduzione ai “Massimi Sistemi”

Nel 2002, ancor prima di impugnare direttamente la questione, viene chiesto dai Ministeri competenti di adeguare lo Statuto a direttive generali ed europee perché non siamo più considerati così unici e meritevoli da esserne esentati. Siamo come gli altri e l’errore consistette nel non averlo recepito. Non è una questione di pubblico o privato, di una scelta, ma di aver creduto che sotto le grandi ali statali nessuno ci avrebbe disturbato. Ma l’errore non è solo nostro, e stato dello Stato (scusate l’orrendo gioco di parole).
Sollecitando gli adeguamenti Statutari i funzionari ministeriali si accorgono di quante siano le contraddizioni. Il Presidente Generale e i Consiglieri Centrali sono più a Roma che a Milano perché si sente odor di bruciato (commissariamento). In fi ne con i buoni uffi ci di molti parlamentari “Amici della Montagna” ottengono deroghe a leggi e regolamenti sette deroghe se ben ricordo) che ci permettono di proseguire.
Ma nel 2009 si affaccia con maggior insistenza, seppur procrastinabile sembra, la scelta tra diritto pubblico e privato, non perché sia preferibile questo o quello ma perché non siamo né carne né pesce e questo impedisce un’identifi cazione coerente con tutte le altre Associazioni. Per questioni legali, fi scali, regolamentari e, come si abusa dire oggi, quant’altro.
Nel dibattito in corso su tale scelta si sono sentite argomentazioni tecniche, pragmatiche, di esperti e addetti ai lavori ma anche molte prese di posizione ideologiche a mio parere fuori luogo.
Molti pensano che scegliendo la notazione privata perderemmo il contributo Statale (pecunia non olet?) che per la verità è gia da tempo drasticamente decurtato.
E’ opinabile anche questa visione pessimistica ma se fossimo veramente quell’Associazione meritevole e indispensabile alla Società che crediamo di essere non sarebbe azzardato sperare in aiuti provenienti da fonti diversifi cate. Ora proprio questa, in questo frangente, sembra essere la soluzione: dimostrare la nostra validità, chiedere tempo per studiare ed attuare la trasformazione e assicurare la permanenza di contributi che ci aiutino per quella gestione dei rifugi, sentieristica, soccorso alpino e speleologico e didattica, attività che lo Stato ci ha demandato e per le quali meritiamo un aiuto- sia Statale che Regionaleper come assolviamo tale impegno. Trattare ora o mai più.

Infine l’accenno ad un argomento che non è poi così lontano da quanto sopra, che si affacciato a seguito degli incidenti sulle nevi dell’ultimo lunghissimo inverno. La stampa e i media... hanno subito sollecitato indirettamente il Parlamento a prendere provvedimenti per la sicurezza e i parlamentari sembravano voler cominciare a porre delle regole, si è parlato di patenti e/o permessi solo per gli esperti, la creazione di maestri di montagna e di accompagnamento, la defi nizione di situazioni in cui solo con una guida si potrebbe andare in montagna, ecc. Il C.A.I si è mosso tramite il Presidente Generale invocando il principio di libertà che non signifi ca impunità ma rilevando che certi principi se applicati potrebbero impedirci anche di andare… sull’Antola.

Last but not least un saluto ed un ringraziamento proprio al Presidente Annibale Salsa che tutti avremmo voluto ancora al timone del CAI ma che ha dovuto lasciare per regolamento. È stato un grande Presidente cui solo i problemi su accennati hanno rubato gran parte del tempo e dell’entusiasmo per riforme e migliorie che la sua Presidenza avrebbe certamente messo in atto oltre a tutte quelle realizzate, alle idee e visioni innovative suggerite. Grazie carissimo Annibale anche per quanto hai fatto per noi di Bolzaneto che si onora della tua amicizia.
1) Come tutto il mondo dell’alpinismo sa è mancato, dopo aver compiuto cento anni, Riccardo Cassin. Potrebbe bastare questo per dedicargli un minuto di silenzio come si fa negli stadi. La prima volta che ci troviamo in montagna dedichiamogli un minuto di rifl essione. Ha rappresentato l’anello di collegamento tra due epoche riuscendo a primeggiare in entrambe. Il prossimo Annuario gli dedicherà una lunghissima… pagina.
2) La lunga gestazione di questo Annuario, ci permette di portare a conoscenza dei Soci quanto deciso all’Assemblea Annuale dei Delegati, a Riva del Garda. Con una votazione quasi unanime è stata approvata la proposta di aumento delle quote sociali di ben 4 € di cui 1 € dovuto all’aumento delle spese postali e 3 € alla richiesta della nuova – ed unica – Compagnia Assicurativa che ha acconsentito di proseguire l’attuale regime per gli iscritti nello svolgimento di attività sociali, come già dal 2009. Gli aumenti sono dovuti allo straordinario numero di incidenti dell’inverno scorso. Ci sarebbero cento considerazioni da fare, ma nostro compito è spiegare sinteticamente a tutti le ragioni addotte dalla Sede Centrale che ci ha pregato di ribadire i vantaggi per tutti i Soci. Ma già all’uscita dall’Assemblea di Riva era emerso un dubbio: quanto peserà un tale aumento sul corpo sociale, ed in soldoni, quanti potrebbero rinunciare a rinnovare la tessera?. Pertanto le Sezioni di Genova, e spero anche altre della Liguria, hanno proposto di adottare una linea di comportamento uniforme: proporremo di trasferire solo in parte – per il primo anno – quanto richiesto sul costo del famigerato “bollino”. L’uniformità deve dare a tutti l’idea che l’aumento non è un capriccio e sfavorire, almeno in questo caso, trasferimenti per ragioni… economiche. Con assorbimento di una parte dell’aumento, a carico della Sezione, dimostrare che stiamo facendo quanto possibile… per tutti. Grazie.

Tra qualche giorno andremo in stampa: il ritardo purtroppo ci permette l’annuncio della scomparsa del socio CLAUDIO CAMBIASO. Stava salendo il Muztagata nell’Himalaya cinese montagna che assieme ad altri due soci ed amici avrebbe sceso con gli sci. Non sappiamo con precisione come sia successo, ma non ci interessa saperlo. È mancato alzando una tra mille carte coperte che la montagna stende sul tavolo verde dei suoi prati o su quello scintillante dei suoi ghiacciai. Estrarne una è sempre un rischio. Ma se non scegli non vai in montagna. Era certamente preparato ed aveva da poco salito l’Aconcagua. Era un “giovanissimo” di sessantaquattro anni, con circa cinquanta “4000” europei alle spalle e centinaia di scialpinistiche, un pilastro ed un personaggio della nostra Sezione ma per molti di noi Claudio era un amico. Ne scriveremo, inevitabilmente, con il cuore gonfi o. Ciao, tuo Gabbe.



pagina aggiornata il 08/10/2010
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