puntatore Articoli e Pubblicazioni







Home >> Articoli e Pubblicazioni >> Gli Annuari >> annuario 2009 >> L'elisoccorso visto dal...



ANNUARIO 2009


L’elisoccorso visto dal… soccorso
Un nostro socio protagonista di un intervento di trasporto rapido
Piero Bordo - ANAG - Sezione di Bolzaneto (GE)





L’elisoccorso in azione


L’infermiera di Cogne mi tranquillizza: «Adesso arrivano con la barella, le sembreranno dei marziani, ma lei non si spaventi ». I rotori dell’elicottero che si è posato sul prato di S. Orso girano vorticosi: è il secondo aiuto che mi arriva dal cielo, per primo è giunto il mio alato custode. La squadra dei soccorritori (il medico, due guide alpine e il tecnico) distende a terra la barella ed io sono invitato a sdraiarmici dentro, vestito e calzato. Chiudono i teli, allacciano le cinghie e subito avverto che le scapole sono appoggiate ad una barra traversale che mi procura fastidio. Considerati i forti dolori al torace, alla mascella ed alla mandibola, provocati dall’infarto di cui sono vittima, quello alla schiena è un dolore di cui farei volentieri a meno. Lo segnalo, suggerendo che la sistemazione di uno schienale protettivo avrebbe potuto alleviare le mie pene. Mi si risponde che già il tutto è pesante e che per tale ragione ci si era fermati all’essenziale. Hanno ragione, considerati anche i miei 80 chili abbondanti, ma penso io, e forse lo dico anche a loro, un rettangolo di poliuretano espanso peserà si e no qualche decina di grammi. Non conosco l’origine di tale fastidio, in ogni modo chi è preposto a valutare le prestazioni della barella non solo dal punto di vista ergonomico, ma anche in considerazione delle esigenze psico-fi siche dell’infortunato, è invitato a tenere conto di questa segnalazione e, se possibile, a trovare una soluzione.

Sono sistemato sul velivolo ed ho l’impressione che la barella sia incastrata in un alloggiamento predisposto. L’elicottero si alza in volo ed io inizio ad essere frullato. Le vibrazioni della struttura del velivolo si trasmettono alla barella e da questa a me, probabilmente in modo difforme ed anche ampliato, considerata la differenza di consistenza corporea. La sensazione non è per niente piacevole. In quel momento ho pensato al sistema con cui l’idraulico aveva collocato materiale ammortizzante sotto l’autoclave che ho in soffi tta, per evitare che le sue vibrazioni si trasmettessero all’appartamento sottostante. Sarà possibile ideare un sistema ammortizzante, da collocare tra la barella e il piano dell’elicottero, che sia idoneo a diminuire le sofferenze soprattutto dei traumatizzati?

Rivolgo un ringraziamento di “cuore”, per la professionalità e l’umanità dimostrata, alla squadra del Soccorso Alpino Valdostano diretta dal professor Enrico Visetti, codino dotato, Primario del Reparto Rianimazione dell’Ospedale di Aosta nonché responsabile sanitario dell’Elisoccorso della Valle d’Aosta. L’infermiera di Cogne, consolando mia moglie Franca che era visibilmente shockata, le ha detto: «Stia tranquilla, suo marito è nelle mani del miglior dottore che gli poteva capitare».

I cardiologi insegnano quanto sia importante per l’infartuato ricevere il più rapidamente possibile le cure idonee. Aver potuto disporre dell’elicottero, per un rapido trasporto a valle verso l’Ospedale di Aosta, ha rappresentato l’avverarsi di una delle condizioni indispensabili per veder estratto il mio numero alla lotteria della vita. Grazie alla bravura e alla professionalità del dottor Eugenio La Scala e dell’intero reparto di Cardiologia, l’intervento di angioplastica cui sono stato tempestivamente sottoposto ha avuto buon esito e così la degenza. Io posso pertanto ancora disporre di qualche anno da vivere sereno, negli affetti dei famigliari e degli amici e da dedicare anche al proseguimento del volontariato nel CAI. Un plauso vada pure alla lungimiranza degli amministratori civici della Regione Valle d’Aosta i quali, dall’aprile 2008, hanno deciso che l’ospedale del capoluogo fosse dotato di una sala di cardiologia interventistica e di personale esperto per eseguire le angioplastiche cardiache: ben 225 nel primo anno di cui 30 primarie, ossia svolte in urgenza su soggetti che presentavano una particolare tipologia di infarto acuto, com’è avvenuto per me. A loro ricordo che la quota è uno dei fattori di rischio dell’infarto e che, essendo il territorio valdostano prevalentemente in quota, tanti si augurano che presto il dottor La Scala sia affi ancato da un collega e dalla relativa squadra sanitaria di supporto, per ottenere che gli interventi di angioplastica siano programmati non solo due giorni la settimana.



pagina aggiornata il 13/11/2010
top

CAI - Genova Bolzaneto - Via C. Reta 16 R - tel e fax:010/7406104
PI-CF 93013630103
Per Contattarci
Sito powered by Carlo Gozzi©2006
Valid HTML 4.01 Transitional

Valid CSS!