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ANNUARIO 2009


La “passeggiata” del Sig. Marchini al Monte Penna
Escursionisti esperti dell’800: un po’ di curiosità storiche nostrane
testo e disegno di Euro Montagna






Il 28 agosto 1885 (anno fatidico per la conquista della “terribile” Aiguille Blanche de Peuterey n.d.r.) Giuseppe Marchini, socio della sezione Ligure del CAI, parte da Chiavari all’1,30 di notte, transita da Borgonovo alle 3,45 e “seguitando” per la nuova strada carrettabile che si svolge sulle falde della Val Mogliana e, mettendo a profitto le scorciatoie che ne allacciano i vari rami, attraversa il Passo del Bocco e raggiunge Santa Maria del Taro alle 7 del mattino! Dopo una sosta all’eccellente ristorante “della Marietta”, attacca l’erta salita del Monte Carignone, poi, attraverso la foresta, solcata da “guidovie” per il trasporto del legname alle varie segherie della vallata (.....), si porta alla casa del Penna (m 1330), abitazione delle guardie forestali nonché stazione meteorologica ed all’occasione rifugio per gli alpinisti.
Da questo punto inerpicandosi per un sentiero difficile e noto a pochi (sic) si eleva direttamente alla punta del Monte Penna, raggiungendola alle 4 pomeridiane. Favorito da una limpida atmosfera osserva con godimento ed emozione la vista delle Apuane e delle sottostanti valli del Ceno, del Taro e dell’Aveto, quindi compie la discesa per il pittoresco “passo” della Nave, il Prato del Chiodo e, seguitando per la mulattiera lungo il displuvio tra l’Aveto e il Ceno, giunge alle 9 di sera all’Albergo Italia in S. Stefano d’Aveto. Questo è un ameno paesello alle falde del Monte Misurasca, assai frequentato nella calda stagione ed ove con tutta probabilità nel prossimo anno verrà impiantata una stazione estiva di cura.
Il giorno dopo, passando per i Piani di San Rocco, Villa Noce, Pian delle Lame e poi la costa sopra Montemoggio (Montemoso n.d.r.) e Temossi scende a Borzonasca per le 2 pomeridiane e quindi a Chiavari (!).
(da RM CAI 1885 - Vol. IV, 350)

Va ricordato che lo stesso Marchini nei precedenti giorni 15 e 16 agosto era stato protagonista, con Guglielmo Beraldi, di un’altra “gitarella” col seguente percorso: Busalla - Antola - Lesima - Casanova Staffora - Varzi - Tortona.
Queste maratone appenniniche furono pure messe in rilievo da Bartolomeo Figari, nella sua magistrale opera: “La Sezione Ligure del CAI nei suoi primi 50 anni di vita (1880-1930)”, come dei veri e propri “tour de force“ per la lunghezza del percorso e la mancanza di mezzi di comunicazione, per cui la marcia a piedi aveva quasi sempre inizio e fi ne da una stazione ferroviaria.
(Ann. Sez. Ligure 1957, 30-31)


pagina aggiornata il 13/10/2010
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