puntatore Articoli e Pubblicazioni







Home >> Articoli e Pubblicazioni >> Gli Annuari >> annuario 2009 >> Montagna. Di nome e di fatto



ANNUARIO 2009


Montagna. Di nome e di fatto
Il quinto appuntamneto con il premio "CAI Bolzaneto"
di Sergio Arduini - Foto di Maria Grazia Capra



Oltre al solito manipolo di consumati “aficionados”, sempre presenti a questo appuntamento annuale, martedì 26 maggio nella sede del CAI, ci sono anche molti alpinisti di vecchia data, alcuni noti, altri meno, ma tutti famosi nell’ambiente del CAI per i loro trascorsi legati ad imprese in montagna. Vedendoli mi chiedo stupito se non sia proprio casuale una concentrazione tale di “vecchie glorie”. Che debbano essere tutti premiati?

Ben presto è svelato l’arcano.
“Gabbe”, presidente della Sezione, aprendo la serata (puntigliosamente curata nell’organizzazione dal Gruppo Alpinistico “Gritte”) invita Euro Montagna a ritirare la targa ed il premio 2009, un paio di binocoli Ziel offerti dalla Gioielleria Fratelli Cambiaso, con la seguente motivazione: “Interprete ed esempio dell’alpinismo classico,
si rifà mentalmente e nelle imprese ai personaggi che ne hanno fatto la storia – Giusto Gervasutti in particolare – per determinazione e spirito di avventura. Innamorato del Monte Bianco vi dedica un’attenzione particolare divenendone un profondo conoscitore. Come tutti i genovesi si rivolge assiduamente anche alle Marittime, alle Apuane e alle Liguri – dove compie prime salite, solitarie ed invernali – e di cui è estensore di Guide della collana dei Monti d’Italia e saggi che lo assegnano alla Commissione Centrale Pubblicazioni del CAI e alla Redazione dell’Annuario CAAI.
Aiuto Istruttore Alpi Orientali (1960) e INA dal 1975. Ammesso all’Accademico nel 1962 su proposta di Bartolomeo Figari e Attilio Sabbadini. Con la sua precisione, attenzione e inesauribile memoria può essere ritenuto uno dei massimi storici dell’alpinismo.
Ha indicato a tutti noi di Bolzaneto, e non solo, la “via” per diventare alpinisti. Alcuni lo hanno seguito, tutti lo hanno ammirato. E stato ed è ancora un riferimento per
tutte le attività della Sezione di cui rimane un Socio fondamentale, un pilastro”.

Dopo i ringraziamenti, Euro si prodiga in brevi racconti di episodi che lo hanno visto protagonista insieme con gli amici appositamente intervenuti – ecco il motivo legato a quella folta presenza di “vecchie glorie” – per arrivare alla conclusione del suo intervento e consegnare in dono al CAI una sorta di “Testamento alpinistico”
ricevuto dal fi glio dell’Accademico Erminio Piantanida. In sede, tra gli altri, c’è anche Carlo Sabbadini(1), grazie a Giulio che lo ha invitato per l’occasione, offre anch’egli notevole materiale per esporre al museo.
Due targhe di riconoscimento sono state inoltre consegnate a Vittorio Pescia e Renato Avanzini.
Queste le note che accompagnano, insieme ad un lungo applauso, la motivazione: “Infaticabile alpinista di stampo classico. Istruttore Nazionale, Presidente di Sezione e Direttore della Scuola “B. Figari”, combattente in montagna come nelle più accese discussioni tecniche e di colore, affabulatore, ma soprattutto amico e compagno di cordata di tutta la generazione di alpinisti che con lui hanno compiuto infinite e meravigliose salite. Ed infine frequentatore ed amico del CAI di Bolzaneto” per Pescia”; per Avanzini, invece, “Gabbe” riservava queste parole: “Al più schivo e riservato grande alpinista, che pochi conoscono ma che ha arrampicato, sino a ieri, con “grandi fi rme” su vie diffi cili quanto famose senza nulla far saper alla stampa, al CAI e ai “Libri di Vetta”. Un esempio ci è caro ricordare: ha salito ben tredici volte il Corno Stella! È un amico fraterno per molti Soci di Bolzaneto e noi per tutto questo lo amiamo ed ”ammiriamo. Bravo Renato.”

Euro Montagna



Renato Avanzini



Vittorio Pescia


Si passa, quindi, alla consegna della “Gritta d’Oro” per l’attività svolta nel 2008. La scelta è ricaduta sul giovane Damiano Barabino per la salita a tre autorevoli vette delle Ande peruviane (Chopicalqui m 6354 cresta SO, Huascaran m 6768, Alpamayo m 5947 via diretta francese) e per altre ascensioni di rilievo tra le quali l’Uia di Ciamarella m 3676 parete N, via diretta di destra, Dente del Gigante m 4014 parete S, via “géant branché”, Grand Combin m 4314, Dent D’Herens m 4171 quest’ultime due di scialpinismo.



Damiano Barabino, a sinistra, premiato da Fabrizio Grasso, al centro, e da “Gabbe” Gargioni


La serata procede gradevole, in un clima disteso e rilassato ci sono interventi di alcuni presenti che chiedono interessati maggiori dettagli tecnici ai soci premiati.
Dulcis in fundo, la parola va a Gianni Pastine. Insignito del premio “CAI Bolzaneto” come alpinista e scrittore l’anno scorso, quest’anno è autore e protagonista della singolare proiezione che conclude la serata: commenta le affascinanti immagini scattate nel luglio 1969 all’arcipelago delle Svalbard, uno degli ultimi lembi di terra ai confini della banchisa artica, tra i mari di Barents e di Groenlandia, a 80 gradi di latitudine nord. Si tratta di una spedizione di sei persone, tutte genovesi, che, raggiunta l’isola principale di Spitsbergen, stabiliscono la loro base ad Ny-Ålesund, piccolo centro che conserva ancora il traliccio a cui Nobile ancorò il suo dirigibile per le esplorazioni al polo.
Le diapositive si riferiscono alle tre settimane di permanenza, impiegate per compiere due ascensioni.
Le isole Svalbard non hanno vette molto elevate ma considerando la partenza praticamente a livello del mare il dislivello complessivo supera comunque i 1000 metri, le diffi coltà sono dell’ordine “PD”, inoltre c’è il fattore avvicinamento, tutt’altro che trascurabile. Infatti, nella seconda salita sono occorsi ben 4 giorni per andare ed altrettanti per tornare. La prima vetta raggiunta è il monte Geelmuyden non lontano da Ny-Ålesund; la seconda nell’isola Prins Karls Forland, accompagnati da un gruppetto di studenti universitari di geologia di Cambridge, sul monte Monacofjellet. La scelta era ricaduta su questa vetta perché si riteneva inviolata ma conquistata
la cima, la sorpresa di trovare testimonianza di chi già c’era stato ha lasciato un po’ di amaro in bocca!

Tutto questo raccontato da Gianni Pastine con dovizia di particolari, con tanta precisione sia nei nomi che nello svolgimento cronologico dei fatti come se anziché 40 anni fossero passati solamente alcuni mesi. E nonostante tutti questi anni la pellicola Kodachrome delle diapositive (con i telaietti ancora di cartoncino) ha mantenuto una buona qualità cromatica ed una resa molto soddisfacente.




pagina aggiornata il 12/10/2010
top

CAI - Genova Bolzaneto - Via C. Reta 16 R - tel e fax:010/7406104
PI-CF 93013630103
Per Contattarci
Sito powered by Carlo Gozzi©2006
Valid HTML 4.01 Transitional

Valid CSS!