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GLI ARTICOLI DEI SOCI

La genesi della rassegna "L'uomo e la montagna"


.. Piero Bordo Pensiero ...

La decisione di candidarmi per assumere la reggenza della Sottosezione, l'ho maturata nel 1990 dopo che un'attenta analisi della vita associativa di allora, mi aveva fatto intravedere dove, un mio maggiore impegno, avrebbe potuto permettermi di intervenire per migliorare anche le proposte delle attività organizzate per i soci. Ho voluto caratterizzare il mio mandato col motto "fare, formare, informare" i cui contenuti ho esplicitato nella dichiarazione di intenti alla prima riunione del Consiglio direttivo del 7/1/91 e portato a conoscenza di tutti i soci tramite il Notiziario 1992.

Quattro sono state le iniziative di maggior spessore lanciate in quegli anni:

- il Corso di formazione Escursionisti esperti;

- la Rassegna culturale L'uomo e la montagna;

- il Concorso fotografico per diapositive;

- le manifestazioni di carattere sociale rivolte ai soci anziani.

Solo quest'ultima iniziativa non ha avuto positivi riscontri nel corpo sociale attivo. Dopo il triennio del mio mandato, infatti, nessuno è subentrato nell'impegno organizzativo della festa al Forte Puin o per dare consistenza all'auspicato Gruppo fili d'argento.

La volontà di organizzare una rassegna culturale nacque constatando che, nell'ambito della Sottosezione, erano presenti diverse "monoculture" non comunicanti. Le attività realizzate, tutte riconducibili a quelle previste dal regolamento generale del club, erano organizzate in completa autonomia e praticate dai soci in modo quasi esclusivo. Risaltavano prevalenti le preoccupazioni di soddisfare le esigenze tecniche dei soci e non emergevano, come io ritenevo che avrebbero dovuto, gli interessi culturali. Tra i vari settori non c'era comunicazione ed anche tra i soci che frequentavano le diverse attività, esistevano scarse relazioni. L'unico momento d'incontro per tutti era, a cadenza biennale, l'Assemblea dei Soci: momento istituzionale, come ben sappiamo, affatto attraente e senz'altro il meno indicato per promuovere la socializzazione. Di questo stato delle cose, sia chiaro, nessuno aveva colpa. Era una situazione direi "normale", comune tra l'altro a moltissime realtà periferiche, a cominciare dalla Sezione madre, come avevo modo di constatare nei contatti interregionali, conseguenti il mio impegno nella Commissione Alpinismo giovanile del Convegno Lpv.

Nella Sottosezione, in modo occasionale, erano organizzate dai vari settori proiezioni di diapositive, il giovedì sera; in serata diversa per l'enclave dei "grottisti". A causa dell'occasionalità delle manifestazioni, l'informazione verso i soci lasciava a desiderare e si potrebbe affermare che non era prevista quella verso la cittadinanza. I partecipanti alle serate erano prevalentemente i soci attivi più coinvolti in quel dato settore ed era limitatissimo il coinvolgimento di altri. Di fatto, le proiezioni lasciavano non completamente soddisfatto lo spettatore medio, che lamentava la ripetitività dei programmi e le immagini sempre "uguali".

Ero e sono tuttora convinto che occorra consentire parità d'espressione ai soci, sia a chi può trovare gratificazione esercitando le proprie capacità fisiche ed atletiche, sia a chi è più incline ad integrarsi nell'ambiente montano con lo spirito ed è disposto a portare al servizio del club le proprie capacità intellettuali. In fin dei conti, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane è da sempre uno degli scopi statutari dei CAI e vanta la stessa dignità delle tradizionali attività tecniche.

Evidenziai al C.D. l'importanza di attivarsi per creare occasioni d'incontro che agevolassero sia l'arricchimento culturale dei soci, sia la possibilità di ampliare le conoscenze delle altre discipline tecniche del club, anche per eventualmente far maturare lo stimolo ad acquisire nuove esperienze, e che ci consentissero di non cadere in stagnanti "monoculture".

In quegli anni, grazie agli impulsi culturali portati dalla rinnovata dirigenza nazionale del club, stava maturando una nuova dimensione dell'escursionismo. Con soddisfazione, anche noi prendevamo coscienza del fatto che l'escursionista, per fortuna, non aspirava più ad essere esclusivamente collezionista di vette o detentore di record di salita. Allora come oggi, il frequentatore della montagna gradisce unire all'azione la contemplazione, desidera anche conoscere per meglio capire ed interpretare ciò che lo affascina: dalle bellezze vegetali alla fauna, ormai non più solo preda, dai diversificati aspetti geomorfologici dell'ambiente naturale, ai segni lasciati dall'uomo nel tempo che vanno dalle incisioni rupestri al megalitismo, dagli imponenti monumenti storici ai semplici ruderi delle civiltà montane, pure questi degni testimoni delle nostre radici.

Il primo programma

Alla luce di queste considerazioni e riflessioni, il C.D. approfondita nel corso del 1991 l'analisi organizzativa, deliberava di programmare per l'anno successivo un ciclo di incontri culturali da tenersi in un giorno diverso dal giovedì.

"L'Uomo e la montagna è il titolo assegnato alla rassegna culturale in cui troveranno spazio conferenze, proiezioni e sinanco mostre, relative a studi, scalate, esplorazioni, scoperte, avventure negli ambienti montani di tutto il mondo. Lo svolgimento è stato ipotizzato per l'ultimo martedì di tutti i mesi, ma per il primo anno, sperimentalmente, l'attività è stata organizzata solo da gennaio a maggio" (dalla Relazione del Reggente all'Assemblea del 19/3/92).

"Martedì 28 gennaio ha avuto inizio la Rassegna culturale con la conferenza di Giulio D'Incà sulle neviere, presenti 33 persone. Assente per malattia il socio Boccaleri, Angelo Rebora e Piero Bordo hanno descritto, assieme a Giulio D'Incà, anche alcune vie commerciali della Valpolcevera ed interessanti il territorio prossimo al nostro Osservatorio ambientale al Bric di Guana" (Verbale C.D. 4/2/92).

"Martedì 25 febbraio si è tenuta nei locali sociali la conferenza con proiezione relativa al Complesso megalitico delle Faje. Bordo ha descritto l'itinerario di visita oggetto della gita culturale dell'8 marzo. Italo Pucci si è soffermato sulla scoperta del complesso, sui rilevamenti e sugli studi relativi. Presenti 32 persone tra cui Luigi Felolo, Presidente del CAI-ULE, Mario Codebò dell'Ist. Int. di Studi Liguri ed insegnanti della Valpolcevera. Ai partecipanti sono stati omaggiati: il libro del Comitato Scientifico LPV Antico popolamento dell'area del Beigua e la fotocopia del disegno del complesso megalitico" (Verbale C.D. del 3/3/1992).

A completamento dell'iniziativa culturale, era stata messa nel Calendario gite anche l'escursione al Monte Greppino con visita al Complesso megalitico oggetto della conferenza, alla quale hanno partecipato 63 persone.

"I primi due incontri hanno fatto registrare un confortante successo di partecipazione. Persone che non si trovavano casualmente ad assistere ad una conferenza in quanto venute in sede per rinnovare la quota sociale o per altri motivi, rivelandosi, in ultima analisi, più elementi di disturbo che destinatari di cultura (come avveniva precedentemente quando si organizzavano proiezioni il giovedì sera). Bensì partecipanti interessati agli argomenti trattati dal conferenziere e propensi a fare interventi ed a dare un contributo alla discussione per il desiderio di accrescere la loro cultura. Da rilevare la gradita partecipazione, alla conferenza relativa al Complesso megalitico delle Faje, di Luigi Felolo, Presidente della Sezione ULE, che ringraziamo per il prezioso ed autorevole contributo portato in fase di dibattito. In considerazione del successo che arride all'iniziativa, è logico prevedere un'estensione delle serate anche per i mesi di fine anno" (dalla Relazione del Reggente all'Assemblea del 19/3/92).

Conseguentemente agli incontri già in calendario per il 1992 (31/3: Prore nel cielo, alpinismo classico, relatori Giancarlo e Massimo Riso; 28/4: Invito allo scialpinismo, relatore Giangi Fasciolo; 26/5: Incontro con la speleologia, relatore Luca Massa) venivano programmati ed organizzati anche i seguenti, 29/9: Flora e fauna della Valpolcevera, relatore Massimo Campora; 27/10: L'agro dei Langensi Viturii secondo la Tavola di Polcevera, relatore Edilio Boccaleri; 24/11: Le alte valli dell'Oltrepò tra la Trebbia e la Scrivia, relatore Fabrizio Capecchi.

"Affollatissima la sede, martedì 31 marzo, in occasione dell'audiovisivo dei fratelli Riso Prore nel cielo: 55 i presenti" (Verbale C.D. del 7/3/1992).

Per onestà storica occorre segnalare gli insuccessi di partecipazione fatti registrare dalle serate di maggio e giugno che, a posteriori, si possono senz'altro ricondurre alla carenza d'informazione verso i soci e la cittadinanza ed alla difficoltà iniziale a superare le monoculture cui si è accennato prima. La Sottosezione è in ogni modo profondamente riconoscente nei riguardi di Giangi Fasciolo e Luca Massa, in quanto siamo coscienti che è anche grazie al loro "sacrificio" che è stato possibile superare le difficoltà dei "tempi duri" dell'inizio, maturare esperienze, affinare l'organizzazione ed incamminarci verso quella manifestazione d'ampio respiro e grandi soddisfazioni che è l'attuale Rassegna.

Concludendo, ribadisco che dobbiamo continuare a puntare su L'uomo e la montagna anche se dovesse costarci ancora qualche sacrificio, perché oltre a consentire ai soci di estendere il proprio orizzonte culturale, sicuri saranno per l'associazione i positivi ritorni d'immagine: il CAI deve con convinzione tendere sempre più a diventare un centro d'incontro, promozione e stimolo, sia culturale che d'azione.

"Nel corso dell'incontro del 13/12/93 tra i direttivi della Sezione e delle Sottosezioni, il Vicepresidente Lorenzo Bonacini, dopo essersi complimentato per l'iniziativa L'uomo e la montagna, ha partecipato l'intenzione della Sezione di organizzare un ciclo di conferenze a tema tecnico-culturale usufruendo dei locali del Centro civico di Sampierdarena" (Verbale del C.D. del 4/1/94). Ma questo capitolo appartiene alla storia dell'evoluzione della Rassegna.

pagina aggiornata il 21/11/2004
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