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Asósto di Bigiæ



CAI BOLZANETO

Nella seduta del 14 febbraio il Consiglio Direttivo ha approvato il Progetto di recupero dell’Asósto di Bigiæ.

Gruppo Sentieri
Venerdì 8 ottobre 2010
Ricognizione
fatta da Piero Bordo e Luigi Marchese, Operatori sentieri del CAI Bolzaneto, in salita sulla Strâ da Çexa sino al crinale sopra il palco di caccia, poi per il crinale sino al traliccio della Terna, quindi per la Strâ di Bigiæ sino all’incrocio de Rôétte e alla sparaggia dopo la quale ci siamo trovati il transito sbarrati dall’intricata vegetazione.
Lavoro eseguito
Tolta la vegetazione più ingombrante sino al traliccio. Apertura di un minimo passaggio tra i rovi e le felci per oltrepassare il traliccio. Tolta la vegetazione più ingombrante sino alla sparaggia. Dopo mezzora di lavoro per aprire un varco, rientrati.
Il ritorno è stato fatto, dall’incrocio de Rôétte, per la Strada comunale della Cappelletta che si è riscontrato essere stata in gran parte devastata dal ruscellamento incontrollato dell’acqua meteorica, non più regimentata con canalette di scolo. La mulattiera è stata trasformata nel letto di un ruscello, profondamente scavato al centro. L’itinerario pertanto non è più proponibile alle classi elementari che hanno bisogno di percorsi meno impegnativi. Quindi per la sterrata comunale, Via Scarpino, discesi al bivio dei Nicolli di Murta.

Martedì 26 ottobre 2010
Ricognizione
di Piero Bordo con Silvio Porta e Mario Striseo, Operatori sentieri del CAI Bolzaneto.
Lavoro eseguito
Tolta ulteriore vegetazione ingombrante sino al traliccio. Apertura di un più ampio passaggio tra i rovi e le felci per oltrepassare il traliccio. Ricerca del miglior passaggio tra le ginestre ed i rovi nel tratto tra l’Asósto e la sparaggia (trovato, passando con difficoltà).

Piero Bordo
Oltre alle uscite con gli Operatori de Gruppo Sentieri, Bordo si è attivato anche per le ricerche storiche e ambientali sia della zona in cui si trova l’Asósto, sia dei terreni e dei boschi attraversati dall’itinerario, anche per l’importante recupero della toponomastica allo scopo di garantirne il rispetto nel tempo.
31 ottobre 2010
Illustrato ad alcuni componenti del Comitato “Mostra della zucca” di Murta, il progetto del recupero dell’Asósto. Lasciate al parroco don Marco Sodini le foto digitali fatte il 26-10-2010.
1° febbraio 2011
Uscita di lavoro per incidere tacche sugli alberi allo scopo di meglio individuare il percorso, soprattutto in discesa. Foto all’Asósto e all’ambiente innevato. Al ritorno incontro con il capriolo.
9 febbraio
Consegnata copia del Progetto alla Stazione di San Quirico del Corpo Forestale dello Stato (Agente Ilariucci) e inviato per mail il Progetto alla dottoressa Paola Tomassone, Comandante Provinciale del Corpo.
19 febbraio
Bordo si è incontrato all’Asósto con Piero Biggio della Squadra Val Polcevera della Protezione civile per visionare assieme l’intervento straordinario da fare per il collegamento tra l’Asósto e la sparaggia.
18 marzo
Interviste a Pasquale Marcenaro e a Francesco Bottaro
22 marzo
Ricognizione sull’itinerario di avvicinamento: Barabini di Teglia – Lastrico – Cavalla. Intervista a Gaetano Risso.
29 marzo
Bordo e Giulio D’Incà hanno intervistato Palo e Sebastiano Sobrero.
8 aprile
Bordo, guidato da Gaetano Risso, è andato in ricognizione sulle tracce dell’antica strada comunale Bigiæ (Strâ di Bigiæ) sino ai Piani di Ciambrìn. Ritorno per il sentiero di crinale e per la Strada vicinale della Ciliegia (Strâ da Çexa). Individuata l’esatta posizione del Brichétìn di Cröi (Bricco dei corvi) ed i “ferri” che reggevano la “palina del dazio”.
21 aprile
Uscita di lavoro per segnare con tacche il nuovo percorso tra il crinale, che inizia sopra il palco per colombi, e il Brichétìn di Cröi, con successivo innesto nella Strâ de l’Asósto che risale i Cén di Cianbrìn. Ricognizione al Bricco de Prîa Scugénte per fotografare il posto dove sorgeva l’Asóstìn, l’altro riparo, più piccolo di quello esistente, aiutato da un’antica fotografia del manufatto. Rientro per la sterrata Via Scarpino.
27 aprile
Bordo ha intervistato Gianni Frixione mentre lui lo guidava sul percorso di avvicinamento: Serra di Bolzaneto – Pino soprano – Figâ – chiesa di Murta – Cavalla. Incontrato Gaetano Risso per registrare ulteriori dati.
29 aprile
Elaborato con Carlo Orecchia il logo dell’Asósto di Bigiæ.
11 maggio
Ricognizione: Geo – Battigalli – Lago de Pisciàile – incrocio dei Leitæ – Giro dell’Europa – incrocio dei Nicolli, per descrivere il collegamento da Geo all’itinerario per l'Asósto.
22 maggio
Ricognizione per descrivere il collegamento a Murta, dal Sestiere Serra di Bolzaneto, per Salita Murta. Intervista a Risso Gaetano.
26 maggio
Ricognizione con Gianni Frixione sia per descrivere il collegamento a Murta, dal Sestiere Serra di Bolzaneto, sia per fotografare i resti delle postazioni contraeree del Castellaro di Murta.
Giugno
Bordo e Carlo Orecchia realizzano la cartina schematica dell’oro e idrografia che interessa l'Asósto ( vedi articolo ).
Luglio
L’associazione culturale genovese “A Compagna” pubblica sul Bollettino n 3/2011 l’articolo di Bordo sull’Asósto di Bigiæ ( vedi articolo ).

Vedi l’articolo integrale, senza i tagli redazionali.
Per informazioni su A Compagna si può anche chiedere a Bordo che è un Consultore dell’associazione. In sede sono disponibili sia lo Statuto che alcuni Bollettini dell’associazione.

Giulio D’Incà
Socio del CAI Bolzaneto e collaboratore dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, Sezione di Genova per le ricerche della toponomastica del territorio ligure.
Su richiesta del Comitato Mostra “Dall’A alla Zucca” di Murta, gli è stata affidata una ricerca sull’Asósto. Lo studio di D’Incà sarà pubblicato sul prossimo numero dell’annuario del CAI Bolzaneto “La Pietra Grande n 4” e sarà messo a disposizione del Comitato di Murta perché predisponga, per i visitatori della mostra sulle zucche, alcuni pannelli illustrativi di questo importante monumento.
D’Incà ha fatto una ricognizione all’Asósto di Bigiæ per studiarlo e per confrontarlo con le Baracche de prîa del ponente genovese, da lui ben conosciute e descritte in più articoli; ha intervistato con Bordo Paolo e Sebastiano Sobrero il cui padre ha utilizzato e riparato il manufatto; ha in corso le ricerche presso l’Archivio storico del Comune di Genova e l’Archivio di Stato e la lettura di libri storici.



Sfrondamento della vegetazione che invade il sentiero


L’Asósto con la neve.


Rifiuti sulla Strâ de l’Asósto



pagina aggiornata il 04/09/2011
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