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ALPINISMO GIOVANILE



Genesi: com'è nata l'idea
(testo e foto di Piero Bordo)


L'idea
La Palestra naturale di arrampicata dell'Alpinismo giovanile del CAI Bolzaneto "Rocca MÓia", anche se non ancora ultimata, Ŕ giÓ una bella realtÓ; ho ritenuto pertanto opportuno scrivere queste righe per lasciare una traccia di come e quando Ŕ nata l'idea ed anche sul perchÚ della sua realizzazione.
Tutto ha avuto inizio martedý 6 giugno 2006, quando l'amico Mario Boccardo, istruttore sezionale della Scuola di alpinismo "Ennio Dallagiacoma" della Sezione CAI ULE, dopo avermi relazionato sugli interventi di manutenzione del Sentiero Frassati della Liguria fatti dai volontari della Scuola, mi ha rivolto una richiesta a nome della Masseria del Santuario di N.S. della Guardia.
Mario mi informava che un gruppo di parrocchiani di Torbi, frazione di Ceranesi, ed alcuni massari del Santuario, negli anni precedenti avevano effettuato consistenti lavori di riparazione e di miglioria alla cappella che si trova nelle vicinanze di Rocca MÓia. Ultimamente vi avevano eretto un campaniletto trasferendovi la campana che prima era posta sulla parete anteriore della cappella. Mi portava inoltre a conoscenza che il sabato successivo, il parroco di Torbi avrebbe celebrato una messa al campo nei pressi della cappella, a cui seguiva una festa. Questa manifestazione, era stato deciso, si sarebbe ripetuta il 2 giugno degli anni futuri. Ci˛ premesso, Mario mi esponeva il desiderio, sia della Masseria sia dei parrocchiani di Torbi, di poter recuperare all'attivitÓ arrampicatoria la Rocca MÓia e poichÚ essa ricade nell'area di competenza del CAI Bolzaneto, riteneva che l'intervento sarebbe stato opportuno fosse fatto dalla nostra Sezione anzichÚ da altre.
La Rocca MÓia Ŕ descritta nel capitolo 12 della Guida che Euro Montagna ha dedicato alle "Palestre di arrampicata genovesi" (CAI Sezione Ligure Ed. 1962), consultabile nella nostra Biblioteca sociale.
Ho da subito condiviso la proposta perchÚ era da tempo che esponevo, alla Commissione Alpinismo Giovanile del CAI Bolzaneto, la necessitÓ di trovare un luogo idoneo dove svolgere per i giovani le varie attivitÓ previste dal "Gioco dell'arrampicata": palestra all'aperto, con diverse stazioni attrezzate, per sviluppare attivitÓ didattiche anche ludiche, ma con finalitÓ tecniche, struttura giÓ creata da alcune sezioni del CAI e per la realizzazione della quale, da parte nostra, avevo giÓ distribuito consistente documentazione.
Dapprima per mail poi nelle riunioni, dell'Organico del 17° Corso di AG (14 giugno) e della Commissione di AG (13 settembre), ho invitato tutti gli accompagnatori a fare una ricognizione alla Rocca MÓia per disporre di una valutazione in pi¨, oltre la mia, sulla fattibilitÓ del recupero di quelle pareti per l'arrampicata dei giovani.


Sabato 23 settembre, a Campomorone, in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni del Gruppo Speleologico del CAI Bolzaneto, ho avuto l'opportunitÓ di esporre il progetto "Recupero Rocca MÓia" a Franco Parodi, il presidente della ComunitÓ Montana Alta Val Polcevera (C.M.), rimarcandogli la necessitÓ di avere la loro collaborazione, sia per i contatti con i proprietari della Rocca e del terreno circostante, sia per i corposi interventi di sfoltimento del bosco che ormai era arrivato a contatto con la rocca e quasi a superarla in altezza.
La ricognizione tecnica, fatta il 4 ottobre da Ruggero Pallanca e Claudio Larosa, dava esiti buoni anche per loro che entusiasti mi spronavano a procedere nei contatti istituzionali. Martedý 10 ottobre, con il presidente Franco Parodi e il geom. Mauro Vigo, responsabile dell'ufficio tecnico della C.M., facevamo la ricognizione di Rocca MÓia e dintorni. Si concordava sugli interventi da fare anche alla luce del gradito benestare nel frattempo rilasciato dal signor Eraldo Scotto, che si ringrazia sentitamente, proprietario della Rocca e del bosco circostante. La C.M. con propria mano d'opera, avrebbe tagliato tutti gli alberi a contatto con la Rocca consentendo non solo un pi¨ agevole avvicinamento alle pareti, ma soprattutto la possibilitÓ che i raggi del sole contribuissero ad asciugare nel tempo la roccia ostacolando cosý anche il riformarsi del muschio. Noi saremmo intervenuti per creare i sentieri di accesso alle pareti ed alla vetta; per individuare ed attrezzare in modo moderno le "vie" di arrampicata da destinare alle esercitazioni didattiche dei nostri Corsi, non solo quelli di AG; infine avremmo iniziato le ricerche storiche, ambientali e toponomastiche sulla Rocca, la Cappella, i sentieri di accesso e il territorio circostante.
La C.M. ci prometteva inoltre un finanziamento a copertura delle spese, documentate con fatture, che avremmo sostenuto per l'acquisto sia del materiale operativo, sia dell'attrezzatura da lasciare in parete.
Il progetto del recupero della Rocca MÓia, Ŕ stato presentato, per il nulla osta, al Consiglio Direttivo dell'11dicembre 2006. Claudio Larosa Ŕ stato nominato Coordinatore tecnico dei lavori e Piero Bordo Referente culturale delle ricerche.

La Realizzazione
I lavori di recupero della Rocca MÓia sono iniziati mercoledý 1° novembre 2006, da parte di sei volontari dell'AG, subito seguiti dagli interventi di disboscamento fatti dalla C.M. Le ricerche storiche e ambientali sono iniziate domenica 19 novembre e continuano tuttora. Sono state agevolate nel tempo dalla collaborazione: della C.M. che ha fornito fotocopia delle mappe catastali della zona di indagine; del Comune di Ceranesi, nella persona del geom. Luigi Pedemonte, Responsabile dell'Ufficio Tecnico, che oltre alle fotocopie delle carte con i tracciati degli acquedotti, ha fornito utili informazioni per la sua profonda conoscenza del territorio; del signor Francesco Molinari di Torbi che ha messo a disposizione prezioso materiale ed importanti notizie; dei signori Felice Bruzzone di CÓ di Bruzzi e Piero Bruzzone di Vaccarezza Superiore che mi hanno fatto da guida, accompagnandomi nelle ricognizioni; dell'amico Massimo Travi di Codevilla che nella fase di avvio del progetto ha svolto la preziosa opera di collegamento.

L'Invito - I soci ed i lettori che sono in possesso di fotografie antiche della Cappella e della Rocca MÓia, a portarle in sede, in prestito, per essere acquisite in digitale quale documentazione storica sia per la nostra Sezione, sia per il comune di Ceranesi.

La ComunitÓ Montana Alta Val Polcevera dal 1° gennaio 2009 Ŕ confluita, con la quasi totalitÓ dei Comuni, nella nuova ComunitÓ Montana Valli genovesi Scrivia - PolcÚvera.

Lavori di recupero della Rocca Maia

La Rocca Maia (o Maccà) é una prominenza rocciosa a quota 668 mt che si erge in prossimità di una cappelletta nella zona alle spalle del monte dei Torbi. La rocca era utilizzata in passato come palestra di arrampicata, ma risulta abbandonata oramai da moltissimi anni. Il Gruppo di Alpinismo Giovanile del CAI di Bolzaneto ha voluto avviare il cosidetto progetto "Rocca Maia" per riportarla a quella che era stata la sua funzione originaria. Gli accompagnatori insieme ai ragazzi e con l'aiuto della Comunità Montana Alta Val Polcevera hanno avviato una serie di interventi di pulizia delle zone destinate a diventare palestra e stanno provvedendo alla chiodatura di alcuni itinerari identificati come interessanti per l'approccio che si vuol dare alla rocca. Con il tempo si vuol rendere il luogo fruibile a chiunque lo desideri ma, innanzitutto, sarà interessante per coloro che vorranno utilizzarlo a scopo didattico. E' infatti verso questo obbiettivo finale che ci si sta muovendo; pertanto le vie presenteranno difficoltà limitate e la chiodatura sarà alla portata di ragazzi. Ma anche altri aspetti terranno conto di questo utilizzo: verrà individuato un percorso lungo il quale creare una breve via ferrata per istruire i giovani alpinisti, verrà censita la vegetazione che cresce nei dintorni per farla conoscere ai gruppi più giovani, ed altro ancora. I lavori sono appena cominciati, l'entusiasmo non manca, chi vuol dare una mano è sicuramente ben accetto.

Come raggiungere la Rocca Maia.

Da Campomorone si prende la strada per Piani di Praglia. Raggiunta la località di Gazzolo si attraversa un ponte a sinistra seguendo le indicazioni per Torbi e Lencisa. Superato Torbi si prosegue in direzione di Lencisa, a questo punto è possibile scegliere due itinerari. Il primo: dopo aver superato Torbi di un paio di km, si imbocca verso nord (destra) una stretta strada che conduce alla località Ca' di Bruzzi. Si lascia l'auto dove termina l'asfalto (attenzione, qui i posti auto sono davvero limitati). Da Ca' di Bruzzi si imbocca la strada sterrata. Al primo bivio si prosegue sul tratto di sinistra in salita. Al secondo bivio si proseguirà ancora in salita lungo la strada forestale che conduce ai Pian di Praglia e che, in questo punto, risulta bloccata al traffico da una sbarra. In circa 20 minuti, proseguendo sempre in salita, si raggiunge la Cappella dedicata alla Madonna della Guardia che sorge nei pressi della Rocca, quest'ultima già individuabile in precedenza. Il secondo itinerario parte invece da Lencisa (maggiore possibilità di parcheggio) dove è sufficiente seguire il sentiero, segnalato con un triangolo rosso pieno, che in 30 minuti circa conduce alla Cappella e quindi alla Rocca.


I lavori svolti:

- Primo intervento (01 Novembre 2006)
- Secondo intervento (19 Novembre 2006)
- Terzo intervento (2-3 Dicembre 2006)
- Quarto intervento (18 Marzo 2007)
- Quinto intervento (13 Maggio 2007)
- Sesto intervento (16 Settembre 2007)
- Settimo intervento (27 Settembre 2009)

LE VIE ATTREZZATE:
(informazioni di Claudio Larosa)

Rocca Màia, presa in affidamento dall’Alpinismo Giovanile del CAI Bolzaneto a fine 2006, rappresenta un luogo dove poter sviluppare incontri di tipo didattico e formativo: proprio con tale scopo il Gruppo AG ha portato avanti tutte le operazioni di pulizia, sistemazione e realizzazione degli itinerari di arrampicata. Ma è pure un luogo tranquillo, a poca distanza dal traffico della Val Polcevera, dove poter trascorrere pomeriggi piacevoli e divertirsi arrampicando.
Come tutte le palestre di arrampicata ha le sue regole e le sue caratteristiche, tenetene conto quando deciderete di visitare Rocca Màia.
La roccia è molto discontinua, in alcuni punti si possono trovare ancora alcuni massi mobili (fate attenzione). La vegetazione che cresceva lungo le pareti è stata rimossa, ma l’inevitabile ricrescita di erba e piante potrebbe disturbare alcuni tratti.
Le vie sono state attrezzate a spit con chiodatura piuttosto ravvicinata. Le soste sono costituite da catene o anelli su spit.
Non sono presenti moschettoni, per cui è necessario saper eseguire correttamente la manovra per passare le corda attraverso gli anelli chiusi.
Le vie sono sostanzialmente semplici ma, a causa della discontinuità del terreno, presentano talvolta dei singoli passaggi più complessi.
Tutti gli itinerari attualmente attrezzati si trovano sul lato Nord-Est che, a causa della collocazione della rocca, rimane praticamente sempre in ombra, tranne poche ore durante la mattina.
Gli itinerari partono tutti dalla base della rocca, zona a cui si può accedere attraverso un sentiero proveniente dalla Cappella (nella foto indicato con la “A”) oppure utilizzando una strada sterrata che incrocia la strada forestale che sale dalla località Ca’ di Bruzzi.
E’ possibile anche utilizzare la rocca in caso di esercitazioni di calata in corda doppia. Il punto migliore per effettuare tali manovre è un terrazzino collocato poco sotto la cima, al quale si accede utilizzando il sentiero attrezzato con un corrimano di corda (nella foto indicato con la “B”). Tale sentiero può essere utilizzato anche quale discesa dopo aver raggiunto l’ultima sosta di una delle vie. La calata in corda doppia dalla cima risulta meno agevole (almeno didatticamente) a causa dell’eccessiva esposizione.

le vie attrezzate a rocca maia


Descrizione delle vie di arrampicata.

1) LE MANI OVUNQUE. 13 m – III
Facile via ricca di appigli e appoggi con singolo passaggio più impegnativo al centro via.

2) AVEVO UNA CORDA. 14 m – III
Facile via con partenza leggermente tecnica.

3) LISA. 15 m – III
Facile placca inizialmente appoggiata, uscita articolata ma ben protetta.

4) CRESCERO’ ANCH’IO.
L1 = 8 m – II. Facile placca appoggiata, sosta un po’ alta.
L2 = 13 m – V. Partenza in strapiombo con successiva placca molto tecnica e uscita su terreno discontinuo.

5) PARZIALMENTE STERRATO.
L1 = 20 m – IV+. Partenza su roccia discontinua, passaggio nell’evidente diedro scarso di appigli e appoggi, uscita su terreno rotto (attenzione alle pietre) e sosta su coppia di anelli resinati.
L2 = 10 m – III. Facile placca. Dalla sosta, posta su ampio terrazzino, possibile discesa lungo il sentiero (“B” nella foto) o con corda doppia. In quest’ultimo caso se la corda utilizzata è da 60 m è sufficiente una singola calata; con corda più corta, spezzare la calata alla sosta inferiore.

6) TARTARUGHE IN CORSA. 15 m – III
Via molto discontinua con passaggi da interpretare.

7) PROVALA. 15 m – IV-
Partenza strapiombante in stile boulder (singolo passo di V), successivamente la via diventa molto semplice ed appoggiata.

8) OGGI MINESTRONE. 15 m – IV-
Via che parte seguendo un piccolo diedro/colatoio con passaggi su roccia levigata. Parte superiore più semplice. Sosta in comune con la precedente.

9) LA SCIMMIA.
L1 = 13 m – IV. Placca appoggiata con movimenti di aderenza
L2 = 11 m – III. Semplici passaggi su roccia ricca di appigli.
L3 = 16 m – III. Partenza lungo un breve camino e successivo passaggio aereo lungo la cresta.

La discesa può essere effettuata lungo l’agevole sentiero che dalla cima scende in direzione Sud (nella foto indicato con la “C”)


Per informazioni
Claudio Larosa, coordinatore tecnico del progetto "Rocca Maia", 347 6059366
e-mail: clarosa@lincolnelectric.it - larry.69@libero.it.




pagina aggiornata il 25/10/2009
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