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Una idea del Club Alpino Italiano

Pier Giorgio Frassati

Pier Giorgio Frassati nasce a Torino il 6 aprile 1901 da Adelaide Ametis e da Alfredo Frassati, di stirpe biellese, fondatore e proprietario del giornale "La Stampa", che sarà senatore del Regno ed ambasciatore a Berlino. Pier Giorgio è secondogenito, ma la sorellina Elda morì a soli otto mesi, prima della sua nascita. Nel settembre 1902 nasce la sorella Luciana, che nella gioventù gli sarà saggia consigliera e prezioso appoggio e che nel 1925 andrà sposa a Jan Gawronski.

La nonna materna, Linda Copello, genovese, aveva lavorato per molti anni con il fratello ingegnere alla galleria del Fréjus, sposò Francesco Ametis, biellese, che con i risparmi del suo lavoro in Perù si costruì una villa a Pollone, sulle pendici meridionali del Monte Mucrone a poca distanza dal santuario mariano di Oropa.

Pier Giorgio all'età di diciassette anni si iscrisse alle Sezioni di Torino sia del Club Alpino Italiano che della Giovane Montagna perché amava profondamente la montagna che sentiva come una cosa grande, un mezzo di elevazione dello spirito, una palestra dove si tempra l'anima e il corpo.

Pier Giorgio Frassati muore il 4 luglio 1925, a causa di una poliomielite fulminante quasi certamente contratta, come affermò Guido Piovene, <<assistendo un altro malato povero, a insaputa dei suoi, e forse lo vide morire>>. Fu sepolto a Pollone nella tomba di famiglia. La sua salma fu riesumata nel 1981, quindi traslata nella cattedrale di Torino che è anche custode della Sindone.

Per l'alto valore della sua vita terrena il 20 maggio 1990 fu dichiarato beato da Giovanni Paolo II che di lui disse: <<Basta dare uno sguardo sia pure rapido alla sua vita, consumatasi nell'arco di appena ventiquattro anni, per capire quale fu la risposta che Pier Giorgio seppe dare all'invito di Gesù Cristo "Vieni e seguimi": fu quella di un giovane moderno, aperto ai problemi della cultura, dello sport, poi alle questioni sociali, ai valori vari della vita, ed insieme di un uomo profondamente credente, nutrito del messaggio evangelico, solidissimo nel carattere, appassionato nel servire i fratelli e consumato di un ardore di carità che lo portava ad avvicinare, secondo un ordine di precedenza assoluta, i poveri ed i malati>>.

Pier Giorgio era un giovane virtuoso che, pur avendo una vita normalissima, ha saputo esprimere la sua santità soprattutto aiutando i poveri. Nonostante sia un grande personaggio, lo sentiamo vicino a ciascuno di noi perché è un santo imitabile e questo fatto ci infonde coraggio.

Approfondire la figura del beato è facile perché molte sono le testimonianze dirette raccolte in numerosi volumi biografici. Per un primo approccio si consiglia l'economico fascicoletto di Ubaldo Gianetto, edito dalla ELLE DI CI, di Leumann (TO), nella collana Eroi.


pagina aggiornata il 17/02/2008
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